Articoli archiviati per risentimenti

Coppa America e broadband

Non passa settimana che non ci sia convegno, articolo sul Sole 24 Ore o sull’inserto tecnologia di Repubblica, pubblicità tv o qualsiasi altra menata, in cui non si parli di banda larga, di Internet e delle mille possibilità che il nuovo media ci regala.

Poi capita il giorno che non hai una tv disponibile e iniziano le finali della Louis Vitton Cup… allora pensi che il computer che hai davanti e la banda Internet che hai a disposizione, riusciranno comunque a metterti in condizione di seguire la regata. Si parla di web tv, di you tube, di video incriminati pubblicati sul web, figurati se non ci sarà la diretta on line delle regate!

Ebbene, ci sarebbe… non fosse che Telecom Italia ha acquistato (pare) i diritti web da La 7 (che li ha presi in blocco) e ha deciso di trasmettere le regate su Rosso Alice, la web tv di Alice adsl. Fin qui, nulla di strano, anzi. Peccato che Rosso Alice funziona male (a me continua a dire che sono un utente guest di Windows quando sono a tutti gli effetti, l’Administrator!) e che Telecom Italia ha pensato bene di censurare gli altri canali che trasmettevano in streaming le regate.

Dunque le puoi vedere, forse, in Francia, in Svizzera, in Thailandia, ma in Italia no.

Ora per ripicca, voglio vedere se con un proxy straniero o un anonymizer, riesco a gabbarli… che sono vecchi, stupidi e non hanno capito ancora nulla di cosa sia Internet (ed io non credo necessariamente all’equazione internet = gratis, ma nei diritti degli utenti, sì).

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Indulto, ci risiamo

Ci risiamo. Passa qualche altro mese, escono fuori nuove statistiche (quelle Dap sono poi spesso “interpretabili”, vedi quelle sulle morti in carcere) e sui giornali si accendono nuovamente i riflettori sull’indulto. Pare che “ben” il 12% dei detenuti scarcerati abbia commesso un nuovo crimine e sia tornata dietro le sbarre. E’ tanto o è poco? Io penso sempre, semmai i dati fossero corretti, all’88% di persone che non sono recidive…

Il problema però non sta qui. Perché a margine di queste polemiche, che toccano il nervo scoperto della nostra società, che si sente vieppiù insicura e spaurita, non si tratta mai una questione fondamentale: a fronte dell’indulto, quali provvedimenti sono stati presi affinché le nostre carceri nel giro di pochi anni non si riempano nuovamente oltre ogni limite sostenibile? Quali pene alternative il nostro ordinamento ha introdotto per i reati minori? Quali invece per ridurre i tempi di detenzione preventiva, così alti in un Paese che celebra processi lumaca?

Ecco, facciamoci le giuste domande e prendiamone atto. Altrimenti, tra dieci anni, staremo a contare i recidivi di un nuovo indulto.

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Apple e i dubbi che restano

Sono diversi anni che ammiro i notebook Mac.  Non saranno la scelta migliore in termini di portabilità (vedi peso/dimensioni) o rapporto qualità/prezzo, ma sono belli da morire. Così come mi piace il sistema operativo con cui ho ogni tanto possibilità di “giocare” da amici o clienti. E la bellezza non è poca cosa a questo mondo, almeno per me…

Mi dico, sempre più spesso: il prossimo notebook sarà un Mac! Poi però inizio a pensare che lavoro in un’azienda che sposa Microsoft per molte applicazioni, che i documenti che ci scambiamo sono tutti Office Pc e che la suite di collaboration che utilizziamo (al 100% e massivamente) è Exchange.

Inizio dunque a pormi le prime domande: a quali problemi vado incontro? L’outlook versione Mac (ovvero Entourage) è compatibile al 100% con il gemello per Pc? Perché se non lo è, son problemi… (è vero che gli ultimi Mac possono far girare due sistemi operativi in contemporanea, di cui uno Windows, ma lavorare su Windows tutto il giorno non avrebbe senso).

Capito così in un punto vendita Apple a Roma, per tutt’altro motivo, e chiedo maggiori informazioni su questo mio dubbio all’addetto. La prima risposta è: “io avrei già cambiato azienda!”. Ecco, a me questo modo di porsi di tanti Mac-fanatici dà veramente fastidio, lo trovo un atteggiamento inutilmente snob. Sarete i più furbi, i più intelligenti, i più belli… ma intanto Microsoft vi ha fatto un culo così. Per cui un po’ di moderazione nei giudizi andrebbe rispettata.

Faccio finta di nulla e passo oltre, insisto. Il risultato è che mi fa vedere su un Mac del negozio Entourage, i vari strumenti che ha e le schermate principali… poi si ferma, riflette e mi dice che in verità, non sa darmi risposte sulla questione. Anzi, magari se vado sul sito Microsoft trovo informazioni più aggiornate e corrette!

E qui mi domando: ma saranno sempre le stesse domande che vi fanno le persone che tentennano a mollare Windows o no? Possibile che non siate preparati su questo?

Infilo il casco, monto in Vespa e tornando a casa penso: e se restassi un user Windows? Bah…

PS: se qualcuno ha risposte alle mie domande, sarò bel lieto di ascoltarle, of course 

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Balzelli e disservizi

L’Italia è il Paese delle cose buffe, anche quando si parla di web. Così i servizi si spostano su Internet, ma all’italiana anche loro. Come ogni bimestre mi accingo a pagare via web la bolletta Telecom Italia. Il servizio è comodo, veloce e non ti costringe ad estenuanti file in Poste. Peccato che stavolta, per ben tre giorni di fila, non funzioni! (epperò l’assistente virtuale che parla ogni volta che accedi all’area riservata, c’è, funziona e rompe le balle…)

Così mi dico di andare sul sito Poste.it e pagare dal mio account e con carta di credito la bolletta. Servizio comodissimo, con costo sproporzionato (un vero balzello secondo me): 2 euro a bollettino. Per quale motivo debbo pagare più caro un servizio web rispetto ad un servizio in agenzia? Mi pare una follia… Comunque, non funziona nemmeno da lì: “Impossibile procedere con l’operazione”.

Così questa mattina mi reco fisicamente in Poste. Un’ora di fila per pagare un bollettino. Con tutti i terminali (totem) di pagamento automatico rotti. Con i computer che per dieci minuti sono stati fermi. Con una variegata umanità rassegnata. O incazzata. O che passa il tempo (ritirando la pensione).

E’ l’Italia, bellezza.

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Chi di parole ferisce…

Non ho molta pietà né mi associo all’assordante mormorio di solidarietà nei confronti di mons. Bagnasco. Certo, non sono parole edificanti e le minacce sono un pessimo strumento di dialogo, solo condannabile. Epperò penso che la stessa ferocia sia uscita dalla bocca del prelato.

Consiglio il post di Ironica sull’argomento.

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Pentitevi!

Savonarola A vedere questa foto, finisce che mi vien quasi nostalgia di Ruini… Bagnasco, fresco di nomina alla Cei, lancia anatemi e strali su tutti noi scostumati e immorali, sostenitori dei Dico o dei Pacs o – aggiungerei – del rispetto di basilari diritti civili. Continuiamo così, continuiamo a farci del male.

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