Articoli archiviati per politica

Storie italiane

Brutte. Molto brutte. Ancora a leggere che il sindaco di un piccolo paese del casertano è stato preso, legato nella sua auto e dato alle fiamme. Proprio lì lo Stato dovrebbe ora far sentire più forte la sua voce, continuare in quelle azioni che hanno evidentemente dato fastidio a qualcuno, essere intransigente: far capire cioè che uccidere una persona non è una soluzione e che gli interessi di qualche clan saranno sempre e solo penalizzati da simili azioni.

Update: ogni giornale ha la sua storia, ogni tg le sue parole… ora non si capisce chi possa essere stato ed anzi vengono escluse organizzazioni criminali tra i sospettati. Si arriverà alla verità?

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L’importante è esser coerenti

Leggo che Di Pietro propone un massimo di due candidature per un politico. Gilioli fa notare come lui è stato eletto, appunto, già due volte, nel 1997 e nel 2006. Poi sbircio nei commenti e mi ricordo (retorico) di come nell’Italia dei Valori sia stato eletto un De Gregorio, changé la femme, o un Orazio Schiavone, in barba alla regola grillesca subito assunta a propria per cui nessun condannato dovrebbe sedere in parlamento. L’importante è essere coerenti…

PS: troppo ghiotta come notazione, tanto da vincere la pigrizia di questo periodo; triste invece pensare che Walter non vada poi così solo alle elezioni.

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C’era un francese, un inglese e un italiano

Meglio di una barzelletta, quasi incredibile: Berlusconi si ustiona con la borsa dell’acqua calda. Magari un candidato premier con trent’anni di meno sul groppone…

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L’Italia è una Repubblica fondata sullo sciopero

L’istituto dello sciopero è un istituto democratico, da difendere. Difendere il suo uso distorto o motivazioni indifendibili è più difficile e rischia di mandare a carte quarantotto l’intero istituto. Per cui occorre buon senso nel suo utilizzo e nella sua invocazione.

Non ci si può opporre all’inserimento di cinquecento licenze taxi a Roma, che sono necessarie e anche insufficienti. Soprattutto non si può usare violenza in questo modo al resto della cittadinanza: un blocco del servizio lo rende inservibile ed è ben accetto, un blocco stradale è pura violenza perché nega a tutti la libertà di circolare.

Nel caso dei Tir, siamo addirittura al blocco non solo del servizio ma di punti nevralgici di un’intera nazione. Siamo poi alla violenza pura, perché viene imposto il blocco anche ai colleghi che vogliono lavorare (cosa inaccettabile) o agli automobilisti che vogliono in ogni caso muoversi, come è loro diritto, per lavoro o per fatti propri.

Ora una provocazione: ma l’esercito per liberare le strade? O una provocazione minore ma secondo me plausibile e semplice come l’uovo di Colombo: le multe. Se io mi fermassi prima di un casello impedendo il passaggio di altre auto, sarei multato pesantemente. Non sono un esperto ma credo verrebbero addotti motivi come interruzione di pubblico servizio, divieto di fermata o sosta, intralcio al traffico, ecc ecc.

Ecco, la stradale passi mattina e sera e multi tutti i Tir bloccati. Credo che dopo 500/1000 euro a testa, qualcuno rimuoverebbe il proprio Tir.

Update: questa cosa non l’ho letta da nessuna parte, ma va da sé che una crisi di questo tipo dice ancora una volta, ce ne fosse bisogno, che il trasporto su gomma in Italia ha quote di mercato altissime. Questo con buona pace dell’ambiente, dei costi, del traffico. 

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Il nuovo inno del Partito Democratico

…direi spassoso ma anche indicativo delle nubi fantozziane (o tafazziane) della nostra sinistra.

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Viva viva la democrazia

E’ bello vedere come sia valido l’assunto democratico della libertà d’espressione e di parola in un Paese che la rivendica come primato ed anzi pensa anche di esportarla… Qui la notizia, qui il filmato.

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