The sound of silence
Birmania. Dopo il clamore delle immagini e i racconti concitati dei giorni scorsi, ora un silenzio assordante sta mietendo vittime. Il silenzio della repressione senza osservatori internazionali, senza cronaca e senza reporter.
Un’epurazione in pieno stile “regime”: deportazioni, gulag, arresti e morti, terrore. Non so cosa farà l’Onu, l’Ue o i singoli stati. So che nel nostro piccolo possiamo riempire questo silenzio, appoggiando una causa, con parole, pensieri, gesti. Non lasciando il silenzio vincere sui media o nelle nostre teste: ciò che non sentiamo non necessariamente non esiste.
