Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Sulle parole di Marchionne

Non pensavo di scriverne, però leggendo ancora oggi critiche e plausi alle parole espresse dall’a.d. Fiat durante la trasmissione “Che tempo che fa”, non mi dispiace dire che gli uni e gli altri sono poco costruttive e troppo facili.

Da una parte la Fiat è stata più volte salvata da aiuti statali, mascherati o meno, dunque dai soldi di tutti noi e dell’Italia intera come sistema. Dunque sputare nel piatto in cui si mangia è poco elegante.

Dall’altra, è vero che il sistema Italia, in particolare su vincoli, burocrazia e costo del lavoro, è quantomai inefficiente. Se penso che lascio almeno il 40% di ciò che guadagno per servizi di cui godranno elusori ed evasori, ci resto mai. Se penso che un dipendente costa ad un’azienda, che investa/assuma/resti, il doppio di ciò che arriva in tasca al dipendente, comprendo perché le aziende sono riluttanti ad acquisire nuova forza lavoro.

Insomma, cogliamo l’occasione per lasciare a casa le ideologie e riconoscere che allo stesso tempo quelle parole sono sbagliate e giuste.


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Un mondo effimero/2

Avevo scritto un post la scorsa settimana sul mondo Social Networks, mettendo in piazza alcuni miei pensieri (non sono un guru, un evangelist, né un profondo conoscitore; ma ci lavoro, volente o nolente, dunque dall’uso scaturiscono impressioni e idee). Alcuni amici hanno commentato quanto da me scritto con inattesa attenzione e partecipazione, finanche producendone ulteriori articoli.

Ho deciso allora di aggiungere qualcosa alla discussione. Partiamo dal commento di Alessandro Banchelli:

Io penso che i Social Media siano un profilattico bucato. Puoi godere quanto vuoi, ma alla fine arrivano le responsabilità.

Per rimanere in tema, affermerei che i Social Media sono sì un profilattico, ma non bucato. Semplicemente sono ancora sperimentali, di pessima qualità, conservati oltre scadenza nel portaoggetti dell’auto, esposta in agosto al sole di mezzogiorno 😉

Cosa voglio dire: ad oggi c’è un alto grado di rischio nell’uso dei Social Media, magnificati oltre ogni ragionevolezza e dipinti come risolutivi di tutte le strategie marketing. Non è così. La circolarità dell’informazione è sicuramente un elemento nuovo ed importante, la viralizzazione idem, la velocità di indicizzazione di Google spinge in questa direzione, ecc. Ma come tutti i mezzi possono essere usati bene o male. Sono strumenti.

Siamo noi ad essere effimeri o concreti.

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Un mondo effimero

Social Media, Social Networks, buzz, viral, geotag, ecc.

Diciamocelo: è qualche anno che siamo assediati da mode digitali, con i loro termini, i loro fan, i loro flop. Ma ormai la strada è segnata, questi ambienti virtuali ed in alcuni casi effimeri, sono presenti nelle nostre vite quotidiane, aiutano buone cause a diffondersi, smascherano qualche “cattiva” azienda, e qualche volta ci propongono dei consigli utili vengono tirati per la giacchetta dai media tradizionali, criticati dagli editori impauriti, ecc. Insomma, sono parte del nostro mondo e bisogna tenerne conto. Continua a leggere


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Scalfarotto e Vendola, parte seconda

Dopo il post della scorsa settimana, in assenza di una risposta da parte di Nichi Vendola (che attenderemo comunque, qualora lo vorrà) e nell’impossibilità dunque di strutturare un confronto diretto con Ivan Scalfarotto, ho deciso di dare un seguito alla disponibilità e celerità di quest’ultimo proponendo un’intervista.

Motivo del contendere della scorsa settimana, le dichiarazioni rese a Le Iene da Vendola ed inerenti i diritti civili ed individuali da riconoscere a gay e lesbiche in Italia. Vista la non risposta di Vendola alla mia richiesta via Twitter e la mia passata esperienza nella comunicazione politica via web (nel 2001 seguii la realizzazione dei siti web per Francesco Rutelli e Vincenzo Visco), la prima domanda verte proprio su Internet:

  1. Il media digitale entra sempre più nella comunicazione dei partiti e dei singoli parlamentari/sindaci; l’impressione quasi sempre è però che adottino Internet senza conoscerla e capirla, semplicemente perché è di moda e perché – a basso costo (qui ci sarebbe da discutere parecchio, purtroppo) – gli garantisce un’ulteriore cassa di risonanza. Non rispondere è dunque la norma. Ho visto che ti muovi sul web con disinvoltura ormai da diverso tempo, puoi dirmi a valle di questa esperienza cosa ne pensi, se è funzionale ed utile allo scopo e come vedi e giudichi i colleghi che oggi sono presenti sul web?
  2. Torniamo al tema principale. La tua critica a Vendola era di aver fornito risposte “diplomatiche” e di estrema moderazione sui diritti che garantirebbe qualora Premier a gay e lesbiche. Una moderazione che sottolineavi potesse far intendere la volontà di intercettare quel voto moderato-cattolico così ambito nel nostro Paese. C’è stato un chiarimento successivo con lui?
  3. Quali sono le tue indicazioni in merito e cosa auspicheresti per la nostra legislazione (per chi non avesse letto il tuo libro)? Quali diritti, da subito, andrebbero riconosciuti alle coppie gay e lesbiche?
  4. Concordo con te che l’Italia resta assolutamente arretrata sui temi dei diritti delle coppie. Aggiungo io che ciò è vero anche nel caso di coppie etero. Che siano Pacs, Dico o XYZ, sono ormai un’urgenza. Da questo punto di vista il Pd stesso non sembra in grado di formulare una proposta unica. Sarà mai possibile secondo te garantire a tutti pari diritti (e doveri)?
  5. Stiamo assistendo, prima a sinistra poi a destra, ad una frantumazione politica in controtendenza alla scelta  maggioritaria indicata da un referendum. Il Pd ha rappresentato forse un’illusione più che una speranza per molti suoi elettori della prima ora, ma alcune uscite potrebbero avergli giovato in termini di coerenza (Rutelli & Co.). C’è chi come te, Marino, Serracchiani, Civati, Renzi ed altri si spende ogni giorno all’interno del Partito per affermare una sua visione più nuova, costruttiva, moderna. Pensi sia possibile vincere le resistenze interne di un apparato ormai “vecchio” ma ingombrante?
  6. Ultima domanda: convinci un elettore deluso dal Pd degli ultimi anni a votarlo… Lo so, è la domanda più difficile 😉