Chi parla male pensa male

Tra domenica e ieri, complice l’influenza, ho fatto una scorpacciata di film (Due partite, Giulia non esce la sera e il già visto Caro Diario). Pensando a Moretti e alla scena in cui sfoga la sua indignazione per la recensione del film “Henry Pioggia di sangue”, ho ripensato alle dichiarazioni ieri di Giovanardi sul caso Cucchi.

Ciò che trovo contestabile sopra tutto il resto è l’inutilità della dichiarazione. Che Cucchi fosse drogato o anoressico non c’entra nulla con la gravità della sua morte. Anoressia, dipendenza dalla droga, problematiche di vita possono averlo fatto arrestare (o è colpa di una legge approvata in controtendenza alla volontà popolare espressa in un referendum?) o reso meno forte fisicamente.

Ma non è la droga che lo ha picchiato o gettato giù per le scale. Non sono i chili mancanti che lo hanno pestato a sangue. Per quello ci vogliono persone, uomini, pur se della peggior specie. Servono mani e piedi, ginocchia e gomiti, odio e ignoranza. Caratteristiche espresse bene da chi ha tenuto in custodia Cucchi. Così come da chi intervenne su Aldrovrandi. E potrei andare avanti fino allo sfinimento, considerati i casi sospetti registrati annualmente nei nostri penitenziari.

Per questo l’uscita di Giovanardi è oltre che spiacevole umanamente (e ci vado leggero), del tutto inutile e insensata.

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