Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Help me

Update 2: una quadra ormai sembra raggiunta su tutto il blog. In linea di massima mi piace. Cosa vorrei sapere fare per essere veramente soddisfatto:

  • al posto del tag Logo dinamico, vorrei reinserire il mio logo grafico che utilizzavo nel primo storico blog in html, ma alcune prove non hanno dato esito come se il css o la struttura non lo consentisse
  • in spalla destra, reinserire due immagini care: la copertina della Versione di Barney (anche qui, rimando al primo blog html), la testa di moro corsa (questioni personali)
  • con uno script o altro “marchingegno”, riuscire a mettere in rotazione più foto nell’header, come avveniva per il precedente tema

Spero di riuscirci a breve. Magari con qualche soffiata…

Update: no, i feed paiono funzionare e sono anche validati correttamente… cambia solo il comportamento allora, parrebbe. Misteri ignoti, comunque voi segnalate eventuali malfunzionamenti.

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Allora, ieri ho aggiornato la versione di WordPress alla 2.5. Cambia qui e cambia lì, come immaginavo oggi mi è venuta voglia di testare un nuovo tema, da personalizzare anch’esso pian pianino. Questo a me piace abbastanza (a voi magari farà schifo, non so) ma…

i feed non sembrano più funzionare all’indirizzo di prima, http://www.lebowsky.it/feed

Qualcuno ha idee in merito o suggerimenti? Sarebbero assai graditi, grazie :-S


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The sound of silence

Quasi ci siamo. Domani avremo un giorno di silenzio da questa campagna elettorale peraltro sottotono, sopratutto a livello locale. Qualcuno parla di 4 punti percentuali di distacco a ieri tra Pdl e Pd, ma per il peso che do ai sondaggi politici in Italia, direi che vale la pena attendere lunedì notte per capire dove siamo finiti (brace o padella?).

Il caffé con Clooney di Uàlter, è stata una di quelle mosse cui il nostro di ha abituato negli ultimi anni, anche riuscita se vogliamo, tanto da finire in qualunque telegiornale. A cena ieri sera qualcuno sottolineava però come non fosse mossa dissimile da quelle di Silvio, che da sempre si circonda di nani e ballerine. Forse sì, con un pò di classe in più.

La Madia fa sfoggio intanto della sua inesperienza, sbandierata in fase di presentazione e più volte ricordata. Così pubblica una sua intervista per “A” come rilasciata a “Vanity Fair”. Iniziamo bene… La Santanché ha sparato gli ultimi fuochi (o fiamme) pensando sempre a come Berlusconi voglia le donne o lei, insomma, questione di posizioni. Bossi & Co. minaccia di impugnare i fucili sulle stesse decisioni prese dai suoi (vedi schede elettorali). Il Berlusca attacca ogni giorno le istituzioni, i comunisti (ancora?), ora pure Totti; parla di brogli dimenticando che la volta scorsa il ricontrollo delle schede andò peraltro a suo sfavore (!), ma messianicamente finisce sempre con la richiesta di “evangelizzare” quei tonti ancora indecisi. Milly d’Abbraccio a Roma pubblica il suo culo, poi dice che è colpa del grafico.

Intanto i due comitati romani per Alemanno e Rutelli hanno dimostrato flemma incredibile, difficoltà nel reperire volontari (soprattutto Rutelli, in ogni caso per entrambi non mi stupisco affatto), grossa dose di impreparazione e non professionalità nella gestione degli eventi e della campagna in genere. Io comunque il voto a Rutelli non lo darò, mi spiace, a costo di verbalizzare il rifiuto al voto per il Comune di Roma: la questione referendum fecondazione assistita e l’aver introdotto in Parlamento la Binetti, non potrà mai essergli perdonato.

Dunque, facendo due conti, 24 ore di silenzio ci stanno tutte. Tanto lunedì sera partiranno accuse, dinieghi, celebrazioni e il solito gran vociare di chi parla così forte da non sentire più gli altri. Eppure, io voterò. Perché alla fine, nonostante tutto, delle note nuove in questa campagna ci sono state e perché in fondo, la speranza di non cedere nuovamente a chi è istituzionalmente improprio, cova sempre sotto la cenere.

Stop, silenzio.


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Brividi

Ho appena installato in una pausa caffé il nuovo WordPress 2.5. Ero rimasto indietro di qualche versione… Da bravo scolaro ho fatto tutti i backup del caso e poi ho caricato i nuovi files. Primo risultato, pagina bianca. Carica di qua, cambia di là, alla fine qualcosa è uscito fuori anche se sulle colonne manca qualche pezzo e qualche altra cosa dovrò sistemarla.

Ammetto in ogni caso che il pannello di gestione è notevole. Ora speriamo non si autodistrugga tutto nel giro di qualche minuto.

PS: ora debbo capire come muovermi tra categorie e tags, visto che fino a poco fa usavo le prime per dare un ambito ai post, ora vedo che nella nuova versione del software i tags paiono esser migliorati. Se qualcuno ha consigli, pléaz, si faccia sotto.


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Altro che Waterloo

Kevan Gosper e la pessima uscita sulla stampaIn confronto al manager Tim che ribalta la storia a suo piacimento, chi deve veramente vergognarsi è Kevan Gosper, responsabile delle comunicazioni del Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

Cito dal Corriere.it di ieri:

“Queste persone non fanno altro che riversare il proprio odio su qualunque questione sia in voga e tutto questo odio contro il Paese ospitante ora si riversa sulla torcia”.

E ancora, ha definito i manifestanti “guastafeste professionistiche non hanno alcun rispetto per gli sforzi compiuti dalla Cina per organizzare i Giochi.

“Gli organizzatori dell’Olimpiade cinese hanno dovuto affrontare un mucchio di problemi per mettere in piedi una delle più grandi Olimpiadi di tutti i tempi e questi guastafeste sono troppo pieni di odio e di rancore per preoccuparsene”.

Personalmente di queste affermazioni mi vergognerei. Allo stesso tempo non mi interessa quali sforzi la Cina ha compiuto a livello organizzativo se non risponde allo spirito olimpico. Con questo concetto allora il colonialismo è stato ineccepibile, visti gli sforzi che i colonizzatori hanno compiuto nel costruire strade e ferrovie…

Il signore qui sopra forse rappresenta fin troppo bene col suo ghigno il peso degli interessi economici che hanno portato alla scelta di Pechino per le Olimpiadi 2008 e quanto questi siano e saranno sempre superiori agli interessi umanitari che da mezzo mondo in questi giorni stanno rivendicando la fine delle violenze in Tibet.

Forse sperano che col fischio d’inizio tutto venga dimenticato. Io ancora ho nello stomaco e nella testa le immagini della Birmania, dove nulla è cambiato. Per ora.


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No future

La rottura dei sindacati con AirFrance-Klm mi ha portato ieri sera a pensare due cose.

Primo: in un paese normale i sindacati coinvolti si sarebbero dovuti accollare la responsabilità di ciò che comporta una rottura come questa. In Italia, probabilmente, nessuno gliene chiederà mai conto incalzandoli seriamente (bravo Ivan Scalfarotto oggi, parole assai condivisibili) e come sempre continueranno in questo gioco al massacro ancora ed ancora.

Secondo:  sul declino di questo Paese, i sindacati hanno un peso importante. Hanno ingessato, bloccato, annichilito ogni ricerca di ricambio/modernizzazione, difendendo in maniera cieca ed egocentrica i soli interessi consolidati. In pratica, hanno sempre (o quasi) difeso negli ultimi dieci/quindici anni interessi corporativi e particolari, traducibili in tessere e adesioni sicure. Non l’interesse di una nazione. Poco l’interesse di un precario. Ad esser difese sono sempre quelle categorie fidelizzate.

Vedremo se il risultato di evitare n esuberi non comporti per contro una dismissione totale. Epperò, se così sarà, vorrei che pagassero il prezzo di una scelta cieca come quella operata.


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Vicissitudini

Se oggi Kafka fosse vivo, scriverebbe romanzi sui labirinti della burocrazia, sia essa pubblica che privata. L’11 febbraio scorso (quasi due mesi fa) sono andato presso un centro Tim per chiedere la number portability da Vodafone e scegliere uno dei contratti TuttoCompreso del primo operatore mobile nazionale. Pratica completata con tanto di carta di credito e sim card fornita dal negoziante, pronta all’uso secondo lui nel giro di 7-10 giorni.

Da allora ad oggi il balletto è stato questo, quasi settimanale:

  • chiamo Vodafone che non ne sa nulla, non essendogli pervenuta alcuna richiesta
  • chiamo il 119 che non ne sa nulla e non vede nulla, anche se provvedere ad appuntarsi i miei reclami
  • passo in negozio, dove chiamiamo un help desk diverso di Tim che vede eccome la pratica, anzi ci apre un ticket preciso, assicurando una rapida soluzione della cosa e dicendo anche che il 119 la pratica deve vederla

Quanto è passato? Quasi due mesi. La solfa è la stessa… Due giorni fa ho inviato anche un fax. Oggi un altro, non avendo avuto alcuna risposta e non vedendo il 119 nemmeno oggi la pratica a video. Insomma, pare proprio che la mia richiesta fluttui in un purgatorio inaccessibile. Nel frattempo, le offerte passano e così ho perso il secondo telefonino incluso a costo zero (scaduta il 2/3/2008) o la scelta di un Blackberry a costo zero (ora vogliono un entry ticket).

Bello no? Ma soprattutto: possibile che nessuno sappia indicarmi una soluzione definitiva o garantire ciò che promette? Resto basito…