Poco fa ricevo una mail di un amico giornalista, americano, e resto sospeso per alcuni istanti tra il sorriso e la vergogna. Per una settimana intera ha avuto problemi grossi con l’adsl di casa, con cui lavora. Ci ha messo una settimana ad avere una risposta risolutiva da Telecom Italia, che infine gli ha mandato un tecnico a domicilio. Problema risolto, non fosse che il tecnico, sulla porta, lo guarda e con aria angelica chiede: “Mancia?”.
Archivi del mese: novembre 2007
Coccodrilli
La morte di Enzo Biagi ha chiaramente scatenato una ridda di giudizi, quasi tutti esclusivamente positivi, alcuni probabilmente falsi, altri sentiti e sinceri. Capita ad ogni morte, figuriamoci alla morte di un giornalista che ha documentato e vissuto la cronaca del nostro Paese (e non solo) per più di mezzo secolo.
Fa un po’ sorridere il giudizio di Berlusconi, ma nei giorni della battuta sul punto G femminile, ci sta tutto. Fa meno sorridere il pastone che ogni Tg ci ha propinato dove una fila di politici si alza sui tacchi per trovare anche qui il proprio spazio mediatico. E’ illuminante la gabbia in cui si è rinchiuso Vittorio Feltri, dover sempre e comunque dire una cosa controcorrente…
ma Gilioli su Piovono rane (via Wittgenstein) ci sottolinea come spesso ciò porti a dover tacere qualche particolare. Sempre con riferimento al post e ad un suo commento: personalmente, sono comunque attratto dai difetti delle persone più che dai loro pregi. Meglio un bicchiere di Armagnac e un carattere bizzoso, ad una persona grigia ma inappuntabile. Sindrome da Barney Panofsky, forse.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum
Uso la locuzione latina credo a ragione: in Pakistan la situazione sta degenerando, il presidente Pervez Musharraf fa il generale (qual’è), decreta lo stato d’emergenza e cancella con un colpo di spugna le pur poche libertà vigenti (inclusa quella di stampa, dopo l’irruzione della polizia nella tipografia che stampa uno dei giornali più venduti del Paese.
Ma non mi riferisco a Musharraf… semmai agli Usa, che hanno alimentato a soldi e potere ancora una volta una persona che diverrà prima o poi un nemico. Hanno sostenuto per convenienza una dittatura. Ora scandalizzarsi, serve a poco.
Ciuf ciuf
Ieri ho viaggiato da Perugia a Roma in treno. Considerando il livello di servizio di cui gode il capoluogo umbro, in genere evito e mi muovo in auto. Ma ieri non potevo e dunque, scontando anche il giorno festivo e la necessità di essere a Roma entro le 19.30, mi sono toccati due splendidi treni Regionali affollati e sporchi (3 ore e 15 minuti!). Pazienza.
Prima notazione: è mai possibile che un capoluogo di regione sia collegato a Roma, con cui ha un rapporto osmotico di pendolarismo e da cui dista meno di duecento chilometri, con così pochi treni, con così pochi (soprattutto) Eurostar (e che Eurostar, dei vetusti e fatiscenti ETR450) e con una percorrenza minima di 2 ore e 20 minuti (quando in auto impiego in genere 1 ora e 45 minuti)?
Seconda notazione: è la seconda volta che mi capita di non trovare più al termine dell’acquisto online su Trenitalia.com, l’opzione “ritira il biglietto alle macchine self service”. Mi compare come unica scelta selezionabile “stampa il biglietto”. E se in quel momento non ho una stampante a portata di mano? Semmai, sarebbe bello estendere l’opzione Ticketless a tutti i treni, prima o poi. Altra lacuna online: il biglietto è intestato all’utente che ha effettuato il login: e se voglio acquistare il biglietto per una persona diversa?
Terza notazione: che noia doversi sempre lamentare di qualcosa…
I pericoli delle emozioni
Siamo il Paese delle indignazioni, degli allarmi e delle decisioni prese sull’onda delle emozioni. In pratica cerchiamo di tappare falle quando queste sono già aperte e mai, mai, provvediamo affinché queste non abbiano a formarsi. Il problema è che legiferare sulla scia di un’emozione forte, di uno scuotimento profondo legato ad un fatto di sangue, difficilmente porta consiglio (e buone leggi). D’altronde, cosa attendersi da chi si lancia accuse a cadavere ancora caldo, accuse del tutto strumentali, da una parte e dall’altra? Sarebbe bella invece un’Italia capace di governare, prevedere, mettere le basi per il futuro, sempre un passo avanti agli accadimenti contingenti, come a percepirne intimamente i cambiamenti…
PS: che poi, allo svanire dell’indignazione o dell’emozione, di solito svanisce anche il problema come per magia: vedi indulto o eutanasia (non fosse per qualche volenteroso).
Bastone (tanto) e carota (poca)
Dopo le immagini scioccanti dei monaci ormai cadavere dopo la violenta repressione in Birmania, nessuno spiraglio o speranza in Birmania. E’ una dittatura e come tale, non prevede né democrazia né buonsenso… ora siamo alle minacce, dirette ai monaci di non organizzare ulteriori manifestazioni, alle restrizioni, per esempio della rete Internet, all’espulsione del massimo rappresentante Onu nel paese.
Un gesto arrogante. A dire che i giudizi internazionali non contano nulla o quasi.
Considerando la copertura colpevole e indegna di paesi come Cina e Russia al regime, non pare atteggiamento privo di senso, però.