Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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La fatica di scrivere

Ora, accantonando le scuse più banali quali non avere tempo, essere fuori per lavoro o per piacere, scrivere solo quando se ne ha voglia, ci sono volte in cui non è facile scrivere sul proprio blog, anche se le notizie non mancano.

Ma cosa vuoi scrivere quando leggi che:

  • la Cina dà del dissidente al Dalai Lama e si incazza con gli Usa, che la Merkel non gli era bastata (dissidente sarebbe, se il Tibet non fosse stato annesso a forza e col sangue alla Cina, poi…) con un’arroganza che dovrebbe farci riflettere
  • la Turchia se la prende sempre con gli Usa e nel frattempo, decide che sì, si possono bombardare le presunte basi del Pkk in Iraq, un posto tranquillo per altro e senza tensioni
  • l’Osservatore Romano condanna una sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro, con toni che in nessun Paese normale sarebbero accettati e forse anche pronunciati, ma di fatto ancora Eluana è legata alle macchine e all’ostinazione del nostro ordinamento
  • tra 18 mesi le carceri saranno nuovamente piene e l’indulto sarà stato a quel punto, sul serio inutile, cosa che avevamo detto in tanti ma che chiaramente nessun legislatore ha preso in considerazione, c’est l’Italie
  • Prodi è stato capace di arrivare ad un accordo importante sul welfare e metterlo in discussione con dichiarazioni avventate, senza l’aiuto di nessun’altro… poi forse ha messo una pezza
  • le elezioni del Pd ci sono state e guarda caso ha vinto Veltroni, vabbé… critiche sistemiche a parte, qualcuno si ricorda anche che la segreteria Ds/Pds di Veltroni è stata quasi catastrofica, con risultati elettorali pessimi?
  • in Italia puoi entrare in tribunale e fare una strage

Ecco, che puoi scrivere senza incazzarti o farti cadere le braccia*?

* consiglio canzone di Edoardo Bennato, Non farti cadere le braccia


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Mamma li Turchi

Sono anni che sentiamo parlare di una Turchia europea o meno. Parliamo in linea di massima di interessi economici, come sempre, contrapposti a motivazioni etiche. I primi a questo mondo, tendono a vincere. Nonostante questo la Turchia non è ancora stata ammessa nella Ue e penso sia ad oggi una piccola vittoria dei principi etici e democratici.

Non è il caso di gridare al mostro, ma va da sé che per fare parte di un’unione occorra anche accettarne la visione, le regole e le leggi. Altrimenti si campa lo stesso, ma si sta fuori o si cerca un consesso più vicino ai propri principi. Buffo dunque vedere un Paese che ripete ad ogni momento di voler entrare in Europa che poi dà continui segni di insofferenza quando si toccano argomenti delicati come i diritti umani e il genocidio armeno.

Assurdo anzi che protesti e minacci: l’anno scorso contro la Francia ed oggi contro gli Stati Uniti. Trattasi di genocidio ed è ridicolo affibiargli l’etichetta di danno collaterale della prima guerra mondiale. Le minacce economiche e politiche (negare l’uso delle proprie basi militari in un’area delicatissima) avranno la meglio sui principi, anche stavolta?

Forse. Intanto godiamoci un poco i mal di pancia turchi… che a volte occorre prendere le briciole di una giustizia spesso assente.

Qui un gran bell’articolo (fonte Osservatorio Iraq).


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Detto fatto

Il sasso nello stagno prima (la lettera a Repubblica), tanto tempo a contestare i giudizi espressi sui vari blog che ne avevano parlato e dire che non cercava certo notorietà, un blog a sua volta per raccogliere consensi alla “causa” et voilà: Mila Spicola è catapultata nel Partito Democratico, con Veltroni (ma ha partecipato anche alla presentazione del libro di Letta).

Che culo!


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Hai quasi voglia di non votare…

Già lo scontro tra candidati è deludente, non fosse per qualche attacco della Bindi a Uòlter Uéltroni. Poi tolti loro e Letta, il resto a partire da Adinolfi fa un pò ridere per inconsistenza/assenza politica. Infine, scopri che il 23enne più ambizioso che abbia mai visto parlare in pubblico si candida a Roma per il Pd, con Veltroni, e mette su un sito in cui si loda e si sbroda, beh, hai voglia di raccogliere vecchi suggerimenti e di passare un weekend al mare!

PS: notare nel sito web: 1) il video, dove tra una dichiarazione e l’altra, alcuni fotogrammi lo ritraggono silente e con un sorriso ebete che è tutto un programma; 2) il blog, con solo uno striminzito post di una riga… come dire, comunicazione giovane; 3) l’agenda! un viavai di cene private e di salotti della Roma “bene”.


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Acqua sporca

A me il nome Blackwater fa venire in mente solo acqua sporca, nera o – alla romana – zozza. Buffo considerando che è il nome di una compagnia di mercenari (non usato in senso spregiativo, sia ben chiaro) Usa oggi accusata dal governo iracheno di violenza gratuita. Per la prima volta anzi ne viene richiesto l’allontanamento dal suolo iracheno, la consegna di alcuni suoi membri ai tribunali locali e un rimborso economico per le vittime dell’ultima strage.


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Birmania, voci e immagini

Ci sono persone coraggiose che sfidano la morte, birmane o occidentali, per far conoscere a tutti noi l’orrore che continua a consumarsi ad est. Ogni giorno potete controllare su YouTube per vedere i video catturati magari con un cellulare, semplicemente cercando con la parola Burma. O leggere ovunque, meglio su GoogleNews, cosa succede da voci raccolte da quotidiani e agenzie stampa (come la notizia riportata oggi da Corriere.it sulla cremazione di massa delle vittime della repressione, per validare l’equazione niente corpi niente morti).

Vedere, ascoltare e non dimenticare. Mai. Né accettare, nel momento in cui speriamo prevarrà la democrazia, che gli autori di una strage possano farla franca. Sarebbe una seconda ingiustizia intollerabile (e troppo finora abbiamo tollerato, in un Mondo dove un Pinochet non ha scontato in Cile nemmeno un giorno di prigione).


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Encantado de consuerte

Il sottoscritto è tornato ieri sera da Santander, Spagna. Come sempre, c’è stato il gradito regalo all’arrivo a Ciampino tanto per rimembrare che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo: la mia auto, di tutto il piazzale, era l’unica completamente ricoperta di cacca di piccione, uno strato unico e senza soluzione di continuità, complice l’unico pino sotto cui mi ero parcheggiato evidentemente ricettacolo di simpatici pennuti.

Santander è una cittadina deliziosa sulla costa cantabrica. Nulla di speciale se andiamo a cercare musei o monumenti, ma con un patrimonio naturale e paesaggistico emozionante. Scogliere e vallate verdi stile Irlanda, spiagge lunghe e dorate sull’oceano. In più, quel piacevole connubio di ordine e vita così naturale nella Spagna che ho finora visitato.

Non una carta per terra, verde pubblico curatissimo, cortesia sempre, autobus nuovissimi e comodi con facoltà di acquistare il biglietto a bordo, nessuna frenesia palpabile, cassonetti dell’immondizia nei quartieri nuovi non su strada ma sotterranei, con la sola bocca di ingresso a livello strada (niente odori, niente cumuli debordanti o pacchi a lato), parcheggi auto esclusivamente sotterranei che liberano da traffico e lamiere la città, ampie zone pedonali o ztl…

Al contempo, grande libertà di costumi, movida serale incredibile alimentata anche da anziani arzilli, con tanto di sigaretta e boccale di birra in mano, sregolatezza in alcuni casi, voglia di divertirsi, tapas a ritmo serrato e locali sempre pieni. Siamo sempre alla solita sensazione, che noi, ormai, siamo rimasti indietro in tante cose e che la guida politica che abbiamo (e che magari ci meritiamo anche, chissà) non offre speranze di recupero e di miglioramento.

PS: se qualcuno volesse dritte per un prossimo viaggio a Santander, può mandarmi una mail.