Archivio organizzato per settembre, 2006

set 26 2006

EutanaSì

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

Sono giorni che un dibattito mai sopito, semmai solo nascosto, scuote il nostro Paese. Dal videomessaggio di Welby a Napolitano infatti, i giornali sono pieni di commenti e contributi non sempre liberi sull’argomento. Per liberi intendo liberi da condizionamenti anche solo ideologici, religiosi, di convinzione personale. L’argomento è di tale portata secondo me, che meriterebbe invece piena apertura e pieno dialogo prescindendo da qualsivoglia convinzione già formata.

Prima di parlare di omicidio, di anticristo e di revisione del codice penale (la Lega non si smentisce mai…), varebbe forse la pena di capire di cosa parliamo. Lungi da me il difetto di pedanteria da maestrino: queste due definizioni le posto quasi a mio esclusivo vantaggio. Per rinfrescare la mia memoria. Testamento biologico ed eutanasia sono due cose ben distinte.

Il testamento biologico o testamento in vita o ancora living WILL, è la possibilità di decidere preventivamente quale dovrà essere il trattamento medico da subire, o non subire, e di nominare una persona di fiducia che possa decidere a proprio nome nel momento in cui non dovessimo più essere nel pieno delle nostre facoltà. La nostra legge prevede libertà di cura, motivo per cui tale proposta (accettata in qualche modo anche dalla Chiesa) non mi pare assolutamente peregrina. A discapito di ciò che Giovanardi andava rispondendo al padre di Eluana Englaro in diretta tv qualche sera fa (Bobo faceva giustamente notare come non solo certe cose non andrebbero pensate, ma soprattutto mai e poi mai andrebbero dette in tv e per giunta in risposta ad un padre che vive tali sofferenze tutti i giorni!), l’accanimento terapeutico è una violenza. Credo sia diritto di ognuno decidere fino a che punto accettare tale violenza, in piena libertà e senza mettere in discussione le scelte diverse dalle proprie. Comprendo chi decide per la vita a qualsiasi costo, ma vorrei poter decidere diversamente, rifiutando di subire quella che considero una violenza fisica e psicologica.

L’eutanasia o buona morte è una "pratica che procura la morte in maniera non dolorosa a persone affette da malattie incurabili allo scopo di eliminare la sofferenza" (fonte Wikipedia). Qui comprendo che il dibattito sia più difficile, controverso, spinoso. Comprendo meno come nel Tg2 di ieri sera, rubrica 10 minuti, ospiti Luigi Manconi (che con l’associazione A Buon Diritto sono anni che si batte per l’effettiva e piena libertà di cura) e Alfredo Mantovano di An, il giornalista si sia lasciato sfuggire nel lancio dell’intervista una genuflessione al potere della Chiesa. E’ chiaro, è una questione morale ed etica e la Chiesa ha diritto di dire la sua. Attenzione però a pensare che sia lei a dover decidere delle leggi laiche di uno Stato laico. Il suo giudizio ha pari valore e dignità di tutti gli altri. Le truppe cattoliche però sembrano in odor di crociata in questi anni e i loro voti pesano, tanto da trasformare in chierichetto Rutelli, capace di arruolare nella Margherita nomi da caccia alle streghe e di essere più papista del Papa…

Personalmente, ma è un mio giudizio, vorrei poter decidere se soffrire o meno. Se vivere in stato vegetativo o meno. E’ una questione di volontà, di forza, ma anche di dignità. Credo sarebbe corretto dare spazio all’autodeterminazione. Fissare dei paletti, ma lasciare aperta una porta che consenta di non imporre a nessuno una vita senza speranza, se tale è. Non ciurliamo nel manico parlando di chi ci ha dato la vita, di Dio e di altre cose: caliamoci nelle membra di chi soffre, di chi è in un letto senza potersi muovere da dieci anni, di chi non ha più speranza e sente lesa la sua dignità e la sua libertà. Cerchiamo di capire quanto possa essere desiderata la morte, in certi casi. Non costruiamoci alibi, pensiamo solo a cosa faremmo noi.

Se una persona decide di vivere a qualsiasi costo, è giusto che gli sia garantita cura e supporto. Più di oggi. Se decide però di porre fine alla sua vita, lasciamolo libero e consentiamogli di evitare ulteriori sofferenze. Né di chiedere a chi lo ama un ultimo gesto d’amore, sapendo che la legge lo perseguirà ciecamente e brutalmente. Lasciamoci liberi di scegliere, di decidere, della nostra e solo della nostra, vita!

Chiudo facendo notare che in Italia il problema eutanasia è aggravato dalla mancanza di terapie del dolore; poche, limitate e poco diffuse. Come se la sofferenza fosse espiazione di colpe. Come se non potesse essere umanamente lenita. Forse occorrerebbe inserire questo argomento nel dibattito.

PS: Riguardo alla questione eutanasia, mi viene in mente il bellissimo film Le invasioni barbariche. Farebbe bene a tutti rivederlo alla luce di questo dibattito. O Mare dentro. Fate vobis. Purché non facciate ancora una volta gli struzzi, aspettando che i media e i politici si dimentichino ancora una volta del problema.

One response so far

set 25 2006

Da Caselle al casellario…

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

E’ forse uno degli aeroporti, Fiumicino a parte, che conosco meglio. Fa effetto leggere che questa mattina a Caselle, quattro napoletani finiti in overbooking (cosa che fa incazzare, lo ammetto) hanno deciso di prendersela direttamente con due dipendenti Sagat. Ad uno – dice il giornale – hanno tentato di staccare un orecchio

Senza bisogno di tanto, io nemmeno due settimane fa sono riuscito a salire in aereo nonostante fossi arrivato in aeroporto a soli 20 minuti dal decollo, fossi stato cancellato dal telecheckin, fossero state fatte passare avanti persone in lista d’attesa… questione di classe, direi.

No responses yet

set 22 2006

New entry Vespa Blog

Pubblicato da big.lebowsky in Senza categoria

Entra in Vespa Blog, idea che mi chiedo se abbia ancora senso avendo appena venduto la mia, un nuovo blog. Si tratta di "Filippo e dintorni" con:

  • Vespa 125 Primavera, 1980
  • Lambretta 125 D, 1954
  • Fiat 500 L, 1969
  • Maggiolino VW 1200, 1969
  • 2cv Citroen, 1974

…e pare anche in attesa di arricchire la collezione con un’Honda four 500 [bravo ragazzo!] o una bmw r65 prima serie serbatoio nero. Benvenuto!!!

One response so far

set 20 2006

Sofferenze

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

Ho venduto nel giro di una settimana Vespa e moto… un colpo al cuore! Tutto è partito da una considerazione: girare a Roma in Vespa è diventato un massacro, tra buche e tombini ogni due metri. La Vespa ha un ammortizzatore giocattolo e le ruote piccole, per cui te le prendi tutte e le ammortizzi con la schiena. La mia schiena ha detto stop e dunque ho fatto questa scelta. Solo che con la mia Vespa ho girato tanto, è stato il mio primo mezzo a due ruote, ho fatto vacanze meravigliose ed esteticamente rimane – credo – lo scooter più bello del mondo. Pazienza…

La cifra raggiunta con la Vespa non mi consentiva di acquistare una moto da città. Soprattutto se consideriamo un BMW 80 G/S… (a me le moto nuove non piacciono, non hanno anima, sono fatto così). Non avendo soldi da mettere sopra, ho ragionato a lungo sull’Honda 500 Four che curo con affetto da anni e che quest’estate mi ha ancora e con piena soddisfazione portato a spasso. Un amore, scoppiato a prima vista la prima volta che la provai. E tante esperienze condivise assieme. Tra cui la Corsica, l’anno scorso e questo. Ma usarla tutti i giorni in città è un mezzo sacrilegio. Ho deciso infine di vendere anche questa, con una stretta al cuore inimmaginabile. Porta tanti ricordi con sé, ricordi indimenticabili.

Così oggi è volata via.

Ora cercherò la moto per il prossimo futuro, in città e in vacanza, su strada e su sterrato… sperando di trovarla e di esserne infine soddisfatto. So però già che un giorno, tra qualche anno e spero con qualche denaro in più in tasca, cercherò una vecchia Four da restaurare. Per rivivere il sogno.

Ora, guardiamo avanti. Con un pizzico di tristezza.

3 responses so far

set 12 2006

Del viaggiare in Italia

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

Mi sono sciroppato quasi 1.600km in auto questo week-end e mi sono tornati in mente alcuni pensieri sparsi che forse ho già scritto mille volte su questo blog, ma che ogni viaggio ed ogni confronto con l’estero rivitalizzano.

  • in Italia auto e moto pagano lo stesso pedaggio; in Francia, le moto pagano quasi la metà… della serie, due ruote occupano e consumano meno asfalto di quattro. Sacrosanto.
  • ci sono persone, e sono tante, troppe, che ritengono la corsia di destra delle tre disponibili in autostrada, adibita ai soli camion e quella centrale di marcia normale… no, vi sbagliate, quella centrale è essa stessa di sorpasso, dunque dovreste avere la buona creanza a sorpasso terminato di rimettervi a destra. Solo questa attenzione in più ridurrebbe drasticamente il traffico sulle nostre arterie già inadatte, fluidificandolo.
  • ogni volta che il traffico è sostenuto, tendo a prendere un’adeguata distanza di sicurezza dal mezzo che mi precede, ritenendola fondamentale per reagire ad eventuali imprevisti; trovo persone, tante, che mi sorpassano a destra e poi si interpongono tra la mia auto e quella che mi precede. Questo atteggiamento alimenta a mio parere più incidenti di quanti non ne apporti viaggiare a 190Km/h.
  • in Italia i lavori in corso e le relative code di 9-10Km sono una certezza; complimenti a chi li pianifica e gestisce.
  • i limiti di velocità sono ridicoli… ho percorso lunghi tratti di autostrada in cui il limite vigente era di 80Km/h, viaggiando quasi al doppio e senza mettere mai a rischio me o gli altri. I limiti dovrebbero essere variabili, su pannelli elettronici e disposti in base alle condizioni meteo e di traffico, soprattutto ragionevoli. Alcuni, o alcuni divieti di sorpasso su rettilinei lunghissimi e pieni di piazzole di sosta, sembrano fatti apposta a gabellare l’automobilista e far cassa.
  • alla radio fanno sempre le stesse canzoni… prendine 10, gira tutto il giorno tra le stazioni e ascolterai quasi sempre quelle! Finisce che diventi un fan di Tiziano Ferro…

2 responses so far

set 01 2006

Italians

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

In questi giorni si parla molto di connazionali che versano in situazioni di pericolo in giro per il mondo. Il Ministero degli Esteri con le sue unità di crisi e le sue rappresentanze diplomatiche è preposto proprio alla risoluzione di questi casi ed alla tutela dei nostri concittadini. Tanto che, per offire un servizio più puntuale, ha pensato di realizzare un sito web dove poter segnalare i propri viaggi all’estero: http://www.dovesiamonelmondo.it/

In questo modo sarà possibile monitorare la presenza di italiani all’estero con maggior precisione e tempestività, demandando una parte del lavoro agli stessi cittadini che debbono inviare le segnalazioni. Tutto bello? Non saprei. Io qualche dubbio ce l’ho ed è stato rafforzato da un episodio occorso a volontari italiani presenti in Congo nei giorni degli scontri post risultati elettorali.

Queste persone, presenti a nome di un’organizzazione no profit italo-congolese, non solo avevano seguito le trafile classiche per un viaggio di questo tipo, ma avevano anche incontrato l’ambasciatore italiano nella Rep. Dem. del Congo, lasciandogli nell’occasione la lista dei nomi e dei riferimenti (indirizzi e cellulari) dove essere raggiungibili. Allo scoppio dei disordini qualche giorno dopo, chiusi nella sede dell’associazione, sentendo sparare fuori e colpire le porte con forza hanno spento luci, fatto silenzio e chiamato il numero di crisi della locale ambasciata.

Spiegato ciò che stava accadendo, chi ha risposto ha chiesto: "ma sono armati?". Comprendo che questo avrebbe fatto capire se erano militari/paramilitari o semplici ladri in cerca di facile bottino, ma se cercano di sfondare la porta io che faccio, apro e chiedo chi sono e come sono attrezzati? O mi chiudo dentro?

Seconda chicca: chiede di nuovo la lista dei nomi e dei cellulari perché non la trova più. Infine, dopo il consiglio di restare chiusi dentro, a luci spente, in pieno silenzio, non si fa più sentire né la notte stessa né l’indomani. Una linea di contatto avrebbe consentito eventualmente di organizzare un recupero o una sorveglianza con le forse Eurofor e ONU numerose presenti sul territorio.

Dunque, bene che ci sia un sito, ma forse certi funzionari dovrebbero essere rimossi tout court perché la loro presenza non ci garantisce affatto ed allora aivoglia a siti web…

No responses yet