Ridicolo

Sono ridicolo. Oggi sono stato capace di litigare e venire alle mani in strada alle ore 8.15, assecondando quella vena di follia e di arroganza che lamento in una città come Roma. Tutto per rivendicare la mia ragione di stare su una corsia di svolta a sinistra, a semaforo rosso, mentre qualcuno suonava perché – pur essendo sulla corsia sbagliata – voleva andare dritto (semaforo verde). Bastava farmi un metro avanti e non ci sarebbe stato scontro. Invece no, da coatto quale evidentemente sono (e represso), sono rimasto fermo ed ho risposto allegramente agli insulti del camionista. Fino a scagliare un pugno contro il suo specchietto. E da lì, quello è sceso brandendo un crick lungo un metro (che gli ho suggerito di usare come supposta), mani in aria e parole di fuoco fino a quando non sono arrivati altri tre energumeni forse dello stesso cantiere che ci hanno separato. Ed io ero così stupido da non arretrare. Queste sono le cose che non sopporto di me. E degli uomini, in generale. Ridicolo.

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