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E’ l’Italia che va…

Tempo di saldi per la giustizia sportiva. Interessante l’articolo di Crosetti su La Repubblica, in particolare quando nota come certi personaggi ce li ritroveremo tra poco a capo di qualche altro ente o comitato… Corsi e ricorsi storici.

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Indulto

L’ipocrisia impazza, soprattutto a sinistra. Se ne parlava ieri sera con Bobo, notando come nei reati finanziari non siano coinvolti solo Previti & Co. ma anche dei poveri cristi finiti in carcere per un fallimento di 1500 euro (non sparo a casaccio, credetemi). E di come la posizione di Di Pietro e della stampa di sinistra sia capace di mettere in crisi un accordo di cui c’è bisogno, appunto, per un’ipocrisia di fondo. Che il cosiddetto allarme sociale non è superiore per una frode rispetto ad un crimine contro la persona… A me chi detta morale fa paura.

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Una questione di credibilità

Torno sul decreto Bersani. Alla fine i taxisti hanno ottenuto l’annacquamento della parte di testo che li riguardava. Al che mi chiedo il perché di certe dichiarazioni del Governo, della serie "mai e poi mai cederemo…". Se certe cose le dici, devi essere pronto allo scontro, altrimenti è più saggio stare zitti.

Col risultato che adesso perfino i panettieri insorgono e parlano di sciopero. D’altronde se cali le braghe, la fila dietro di te impazza…

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Pugno duro contro i taxisti

Sono pochi (provate a prendere un taxi a Termini o a Linate nelle ore di punta), costano cari (molto più che all’estero) e rompono anche i maroni… L’Italia delle categorie si riaffaccia dalla finestra e dopo le contestazioni immediate post-decreto Bersani, i taxisti scendono di nuovo in piazza. Per la precisione a Piazza Venezia, creando disagi ben intuibili al traffico ed alla circolazione (già sofferente) della Capitale.

Spero che una volta tanto la politica mostri gli attributi e non si faccia spaventare da una categoria che si sta conquistando la fama di inciviltà; bene contestare in democrazia, ma con delle regole e senza violenza. La prepotenza e la tracotanza non sono contestazioni democratiche. Non lo è prendere a calci e pugni l’auto di Mussi, né aggredire un collega che decide lo stesso di lavorare né tantomeno bloccare una città contravvenendo al codice della strada.

Dunque, spero che inizino a fioccar multe a tutte quelle auto bianche in doppia fila, in mezzo alla strada o che non caricano un cliente (è un servizio pubblico, con tanto di licenza che in alcuni casi considererei adatta alla revoca). E se qualcuno dice che hanno pagato tanti soldi una licenza, dico che mi dispiace ma anche che se il sistema non è stato modificato prima ed è sbagliato, non si può per questo procrastinare all’infinito una situazione di errore o inefficienza.

L’interesse pubblico viene prima di quello singolo o di una categoria. Pugno duro, durissimo… e vediamo se rientra la protesta strumentale e conservativa che stanno portando avanti.

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Io vi odio voi romani

Premessa: sono romano, ergo posso permettermi anche le critiche alla città eterna e ai suoi cittadini…

Da qualche settimana fatico a sopportare questa città ed i suoi abitanti, che soprattutto in strada danno il peggio di sé. Sono l’espressione della cafonaggine, dell’arroganza, della violenza civile e sociale, della sbruffonaggine e chi più ne ha più ne metta. L’italiano al volante ha tanti difetti, ma forse in nessuna città è così aggressivo e cattivo. Ad ogni metro pare debba regolare un conto e salvar l’onore (de che?!).

Non sopporto quelli che se c’è fila su una consolare, prendono a tutta velocità la corsia d’emergenza come fosse cosa pacifica e soprattutto con la convinzione di essere più furbi di quei poveracci in rispettosa coda. Gli auguro un giorno di avere un bell’incidente e di non poter essere soccorsi perché l’autoambulanza è bloccata pochi chilometri prima da un loro pari.

Non sopporto quelli che non usano le frecce, convinti forse che siano un optional o che l’azionarle costi qualcosa. No, non sono tassate, state tranquilli. E usate cribbio! Chi vi segue ne trarrà giovamento e – se in moto – magari si salverà anche da una caduta.

Non sopporto quelli che usano il cellulare, gesticolano e con una mano riescono a ondeggiare tra una corsia e l’altra senza alcun senso. Gli auricolari ormai costano poco, fate il bene del prossimo (e vostro) e compratene uno: forse sarete meno deficienti alla guida!

Non sopporto quelli che ancora non sanno chi ha la precedenza nelle rotatorie. Il codice è cambiato, signori, è inutile che vi tuffiate dentro all’arrembaggio e quando sentite il clacson di chi sta per essere speronato, inveite anche contro di lui. Il torto ce l’avete voi, dunque al massimo chiedete scusa e fate pippa.

Non sopporto quelli che se gli suoni il clacson pensano di essere stati offesi e ti mandano a cagare. Il clacson può essere anche e solo un avvertimento, il dire che se non ti fermi (e stai otto metri dopo lo stop!) forse rischi di essere preso in pieno. O che hai fatto una cazzata e dunque devi stare più attento la prossima volta. Non siamo tutti come voi, dunque non è detto che clacson sia uguale ad un vaffanculo. Inutile e fastidioso dunque che iniziate a mostrare i denti, a inveire e a fare gesti inconsulti.

Non sopporto quelli che se c’è traffico intenso, si avvicinano ad un incrocio e sta per scattare il rosso, passano di corsa per restare poi bloccati al centro dell’intersezione. Non solo non passi, ma blocchi anche gli altri e dai il là ad un circolo vizioso e ad un ingorgo infinito. E se ti fermi anche se verde lasciando qualche metro tra te e chi ti precede perché sai già che al rosso resteresti in mezzo alle balle, da dietro ti suonano incazzati! Ma siete dementi? Bisognerebbe fare come all’estero, delle belle diagonali gialle in mezzo alla strada e chi resta lì al rosso, multa diretta ed inappellabile.

Non sopporto quelli che nemmeno fa verde al semaforo che già strombazzano…

Non sopporto quelli che non rispettano i semafori pedonali, gli stop (dovete fermarvi entro la striscia, non oltre…), le precedenze sulle corsie di immissione (c’è un dare la precedenza e se arrivano auto, dovete anche arrestarvi!), le canalizzazioni (ci sono delle frecce per terra, se dovete svoltare a sinistra tenetevi sulla corsia per svoltare, se dovete andare dritti, su quella per andare dritti… no, da noi tutte vanno bene purché si arrivi in testa alla fila, anche bloccando chi magari ha il verde per svoltare e resta bloccato, incazzato e suonante per la vostra pirloneria, vi prendesse un colpo; le canalizzazioni in altre città vengono rispettate…).

Non sopporto gli scooteristi, quelli col casco Momo, belli abbronzati, sparati a razzo nel traffico, senza regole e rispetto per gli altri. Non gli auguro nulla, che appena piove ci pensano da soli a cascare…

Ecco, che fatica vivere qui. Altrove è ben diverso, posso confermare. Ma la cafonaggine non mi sembra pronta a sparire, ahimé, da Roma.

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Piccole soddisfazioni

Recupero per intero il post di Giulia, che esprime in modo assai più sintetico e chiaro ciò che potrei descrivere io:

E mentre in Puglia Vendola se ne infischia dell’Udc, in Spagna Zapatero non si presenta alla Messa celebrata dal capo di tutti gli omofobi del pianeta. Quello, per capirci, che pretende di dire ai capi di governo come devono regolarsi in materia di diritti civili, a questi sì e a quelli no; e che non poteva esimersi dall’andare a ficcare il naso anche là dove si è disposto diversamente da quello che avrebbe gradito lui.

Olé (lo so, son piccole soddisfazioni).

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