Archivio organizzato per giugno, 2006

giu 28 2006

Senza titolo

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

Più spesso leggo la cronaca con distacco, senza grande partecipazione, con quel cinismo figlio del quotidiano bombardamento mediatico e di modelli letterari ritenuti – a torto o a ragione – affascinanti. Così la notizia di un bambino scomparso influisce al massimo su un’alzata di spalle e sulla fretta di girare pagina del giornale, ricercando un più "interessante" articolo di politica. Uniche reazioni di pancia, l’andar contro al modo di fare cronaca dei nostri giornali, sempre in bilico tra familiari piangenti, morbosità e pathos ipocrita.

Epperò, ogni tanto, c’è una notizia che mi colpisce. Una notizia che non ti aspetti, che è legata a mondi che non ti appartengono, che presumibilmente non dovrebbe stringerti il cuore. Eppure lo fa. L’Ansa di ieri come un fulmine a ciel sereno: Pessotto, ex giocatore della Juventus ed ora dirigente della medesima squadra, che si getta – rosario in mano – dai tetti della sede sociale. Io che non sono juventino, che non amo il calcio, che identifico nei giocatori (almeno i più "visibili") il prototipo dei modelli irritanti di questo Paese, resto senza parole e mi emoziono.

Colpito dal gesto, dalla sensazione che in qualche modo conosco della "vertigine", dall’attrazione verso il basso che si può provare, dai labirinti della nostra psiche, dai sensi di insoddisfazione irrazionali alla luce del reale "pescato". Colpito anche perché è lui e non altri. Una persona con un viso che empaticamente interpreti come diverso dalla truppa, normale, umile, posato. Una persona che girava con la Punto e non con il Cayenne. Che teneva alla famiglia e non si faceva fotografare con una velina dietro l’altra. Ecco, ti senti vicino e colpito.

Se, come mi auguro, il recupero fisico sarà possibile, spero lo sarà anche quello psicologico, ben più critico e difficile. Perché di normalità e semplicità ne abbiamo bisogno oggi più che mai, soprattutto nel calcio. In bocca al lupo, allora.

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giu 27 2006

E tre. Da rivedere la tattica?

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

E’ la terza tornata elettorale tra amministrative e referendum che Berlusconi utilizza con l’intento di dare una "spallata" al governo di centro-sinistra. Ed è la terza volta che gli va male. Sarebbe forse il caso di cambiare strategia, di riconoscere la sconfitta elettorale, di accettare i normali strumenti di una vita politica democratica?

Per due motivi elementari: se prendi a spallate una porta blindata ti rompi le ossa; tanto prima o poi apriranno da dentro (purtroppo)…

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giu 21 2006

Ah, sentir il suo nome…

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

da Andrea’s version di oggi, Il Foglio:

Vabbè che intanto – come diceva Barney Panofsky citando Bellow – moriamo quasi tutti di infarto. O di cancro ai polmoni, e chi vi parla è un candidato eccellente. Ma vi sembra bello spendere tutto quel talento giornalistico e quel coraggio civile trattando come altrettante troie le ragazzette della Rai, che è come picchiare un bambino mentre caga? Far loro le domande da ganassa, smutandare sulla loro faccia la propria supposta superiorità morale, e se vogliamo dirla grossa aggiungiamo pure culturale, e torearle, olé, e bastonare l’Angelica e l’Eleonora picchiando come fabbri su di loro, tanto per quel che costa? E nel frattempo sbavare, come in effetti si direbbe che sbavi Fabrizio Roncone sul Corriere? “Queste ragazze un po’ inquietanti, un po’ gonfie, con questi sorrisi siliconati, con queste magliette che esplodono, su questi tacchi altissimi, barcollanti e subito simpatiche, affabili, così abbronzate che la faccia tosta da annunciatrice o da aspirante soubrette nemmeno gliela vedi”. Dite un po’. Non verrebbe anche a voi da dirgli, col poeta: Fabrizio, andiamo, è tempo di scopare?

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giu 20 2006

I matti, Francesco De Gregori

Pubblicato da big.lebowsky in Senza categoria

I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che male fa.
I matti vanno contenti, sull’orlo della normalità,
come stelle cadenti, nell’oceano della Tranquillità.
Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
I matti non hanno il cuore o se ce l’hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.
I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.
I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l’aiuto di un fiasco di vino.
Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
le ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
centinaia di sigarette davanti all’altare.

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giu 07 2006

Ciurlar nel manico

Pubblicato da big.lebowsky in daily blog

Che Borrelli attenda l’autobus e che Blair prenda un volo Ryan Air, comprendo possa far notizia ma non mi sconvolge affatto. Sono persone, con ruoli importanti, ma persone e come tali non mi stupisce affatto che utilizzino i mezzi di trasporto di tutti gli altri comuni mortali. Anzi, sarebbe la normalità… Così come non mi stupirei o peggio scandalizzerei se la Bonino o un altro politico sfoggiassero vestiti costosissimi. Sono fatti loro. E’ importante semmai che i soldi così spesi siano dichiarati, puliti e legittimi e che su di essi abbiano pagato le tasse. Poi se un ministro veste cachemire (anche se rifondarolo), Chanel (anche se radicale) o vada a vela (anche se diessino), poco importa. Ciò non incide sul loro lavoro e dunque di certo non sulla mia vita.

PS: trovo più scandaloso un questurino che dà indicazioni su chi è giusto che partecipi o meno alla manifestazione del 1 maggio…

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giu 07 2006

Pesare le parole

Pubblicato da big.lebowsky in citazioni, daily blog

Non c’è niente da fare. Debbono aver perso completamente la trebisonda. Debbono aver paura di perdere “mercato”, forse. Certo è che le parole ultime del Vaticano sui Pacs sono deplorevoli, giganti, stupide. Se i Pacs fossero davvero l’eclissi di Dio, cosa che anche da ateo non credo, avremmo solo ulteriori dubbi sul suo disegno e sulla sua dignità.

“Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.”
Giorgio Gaber, Io se fossi Dio

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