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About silence

Non è che in questi giorni abbia una gran voglia di scrivere.
Forse l’umore non è dei migliori, tendo all’incazzatura: meglio allora il silenzio. Sì, perché al naturale commento al più sarcastico o indignato, propendo per la mazza ferrata. Non è bene. E’ sconveniente. Se mi trovo a confidare in un Agca con la mira buona, stavolta, è segno che sono divenuto poco tollerante.

Qualcosa però scriviamolo, che è settimana di Primarie.
Ottimi risultati, pare. Tutti felici e contenti. In fondo tra i candidati, l’unica via percorribile per vincere alla prossime elezioni era Prodi… così alla fine ascolto la sua prima intervista quasi sereno. Dopo un commento serio, si ferma, approccia un sorrisetto sicuro di sé che minchia-se-D’Alema-è-simpatico-al-confronto e tira fuori quella voce salmodiosa: mi chiedo come farò a votarlo!

Ma si vincerà? Io non ne sarei più così convinto. Ma se si vincerà, metterei al primo punto del programma il cambio della legge elettorale, un’altra volta. Per sfizio. Per boutade. Perché tanto che conta se noi ci eravamo espressi con un referendum sul maggioritario? Tu mi cambi la legge a fine legislatura per limitare i danni? E io te la ricambio a inizio legislatura. Tiè.

Influenza aviaria. Arriverà o non arriverà? I dati non sono confortanti ed oggi abbiamo il primo caso in Grecia, dietro casa insomma. Di certo ci sono solo le stime sull’eventuale pandemia: da tremare. Io sono un fatalista pecione: un pò prendo con calma gli eventi, un pò me ne dimentico. Epperò un minimo di preoccupazione dovrei averla che non mi sembra siamo al riparo dalla diffusione del virus se ancora oggi si parla di divieto alla caccia si, divieto alla caccia no (che poi, diciamocelo, andrebbe vietata per altre ragioni). Tutti a dire che siamo al sicuro, che la nostra filiera è controllata. Chi garantisce, Storace? Ah, beh, allora…

Legge sul risparmio. Bella puntata di Report ieri sera. Su Fazio e le scalate estive. Intanto Fiorani è interrogato per la quarta volta, il frusinate religiosissimo resta avvinghiato al suo posto e mentre tutti attendono una legge che regolamenti diversamente il risparmio in Italia (cosa che post Enron in Usa hanno deliberato in pochi mesi), da noi si preferisce impegnare il tempo sulla legge elettorale. Attendiamo a questo punto anche il prossimo crack.

Intanto continuano le tensioni in Corsica. Chiaramente, sempre, solidali.

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That’s marketing

"…il giro di prostitute che prevedeva anche la prenotazione alberghiera, sempre via Internet, e la promozione di una Fidelity Cart, per raccogliere punti e ottenere future prestazioni gratuite".

A leggerla così, altro che carcere: laurea honoris causa!

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Una simpatica canaglia

Depardieu e la testa che è partita da sola… A me sta simpatico, da sempre. Ma la giustificazione del gesto di pochi giorni fa, me lo rende ancora più simpatico: eccessivo, amante della vita, senza freni.

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Corsica

Qui non c’entra la ragione o il torto. Qui si fanno discorsi irrazionali, legati al fascino di una terra d’adozione. Rimarcando la capacità di serrare i ranghi del popolo corso, dei suoi nazionalisti e dei suoi sindacati locali. E se c’è da dirottare una nave, lo si fa incappucciati e con tanto di mazze chiodate. Seri e determinati. E si bloccano i porti. Popolo fiero. Epperò quantomai amabile con chi ama la loro terra. Sono con voi!

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Passare il limite

Io non ce la faccio.

E’ un periodo che CEI e Chiesa cattolica stanno passando il limite. Intervengono, dibattono e condizionano la vita politica, sociale, etica di uno Stato laico. Complici le vicine elezioni politiche, un retaggio difficile da cancellare e le ambiguità della nostra classe dirigente, finisce che anche ex radicali si svegliano e dichiarano di non votare ai referendum sulla fecondazione assistita… O che un Ruini qualunque venga fischiato a Siena dopo inammissibili dichiarazioni e come risposta si oda a sinistra solo una condanna del gesto di contestazione… O, ultima ma non ultima, che il Senato approvi l’esenzione dall’ICI per edifici della Chiesa, siano essi cliniche, scuole private, chiese, monasteri, ecc.

Siamo in crisi, le finanziarie ogni anno che passa lasciano sul terreno morti e feriti, e qualcuno pensa bene di esentare la Chiesa dal pagamento DOVUTO di circa 300 milioni di Euro. Complimenti! Saranno una goccia nel mare del debito pubblico, ma avrei di gran lunga preferito una redistribuzione di questi soldi sullo stato sociale.

Aggiungo allora che è un atto non dovuto, una regalia di comodo, un favore che qualcuno pensa di ritornare alle elezioni, ad una Chiesa che "occupa" palazzi storici, punti strategici e bellissimi delle nostre città e del nostro Paese e che a questo punto nemmeno paga le tasse, anzi viene ri-pagata con l’8 per mille…

Fangala!

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