Il silenzio delle bombe
Questo blog non ha nulla da dire sulle bombe che hanno devastato Londra e con essa, ancora una volta, le nostre già poco serene vite. Ma di certo non è un silenzio assenso, sia chiaro. E’ solo sgomento.
Questo blog non ha nulla da dire sulle bombe che hanno devastato Londra e con essa, ancora una volta, le nostre già poco serene vite. Ma di certo non è un silenzio assenso, sia chiaro. E’ solo sgomento.
Mi torna in mente la voce di Gaber… ma a leggere di questi tempi le dichiarazioni di Fini si resta a bocca aperta (anche un pò ammirati, molto più di quando parla Rutelli in Ruini):
"tutto possiamo essere, tranne che un popolo xebnofobo, perchè il mondo è pieno di gente che porta cognomi italiani". [da Corriere.it]
Aggiungo l’intervista riportata da Repubblica, del "compagno" Fini:
"Noi siamo uno strano Paese, dove si ondeggia sempre fra politiche troppo dure o troppo morbide. Ma su questa storia dell’immigrazione bisognerebbe conoscere la storia prima di parlare". "Gli italiani tutto possono essere tranne che un popolo xenofobo, visto che il mondo è pieno di gente che porta cognomi italiani. Non vedo molta differenza tra gli immigrati che oggi vengono dai Paesi sottosviluppati e gli italiani che sbarcavano in questi porti con le valigie di cartone. Chi scappa dal proprio Paese perché cerca lavoro e un’esistenza dignitosa per sé e i propri figli merita tutto il nostro rispetto".
"Consiglio una visita al museo dell’emigrazione a Ellis Island, a New York. Quei volti scavati di italiani, quei braccianti meridionali, hanno contribuito a fare grande quel Paese. E quegli emigranti italiani di cento anni fa non erano diversi da quelli che vengono in Italia dal terzo e quarto mondo. Lo molla è sempre la stessa, la fame, il bisogno di lavorare. La risposta vera a questo fenomeno di massa di dimensioni bibliche può essere solo nell’integrazione. Guai se ci si concentra solamente sulla repressione dei clandestini".
Sconfessa la legge sull’immigrazione? "Non disconosco assolutamente una legge che porta anche il mio nome, ma faccio notare che in Italia si parla solo della repressione. Io credo che sia sbagliato, di fronte ai clandestini che attraversano le nostre frontiere, pensare solo ad alzare barriere".
All’inizio della legislatura lei propose di estendere il diritto di voto amministrativo agli immigrati regolari. Quella proposta di legge però è finita su un binario morto e anche nel suo partito ci furono delle polemiche accese. La riproporrete? "E’ vero, quella proposta di legge si è fermata in Parlamento e non credo che farà passi avanti da qui alle politiche. Ma mi impegno a ripresentarla nella prossima legislatura".
Sono alcune mattine che con disagio noto la maleducazione dei condomini del palazzo in cui lavoro. Ogni mattina arrivo, imbocco sorridente il vialetto e – incrociando qualcuno – sorrido salutando come dovrebbe suggerire la buona educazione. Nisba! Dall’altra parte un silenzio quasi astioso e la faccia di persone che pensano “ma chi ti conosce!”. Penso proprio che al prossimo che non saluta gli rovino la giornata con una piazzata degna di essere tramandata ai posteri.
Me la sto rischiando: ho installato la versione 2.0 RC1 di dBlog, l’ottimo open source per siti e blog messo a disposizione da Marlenek. Per un paio di giorni, impegni di lavoro permettendo, vedrete una grafica standard, almeno fino a quando non riuscirò a migrare il template di Lebowsky.
Incrociamo le dita!
Sabato scorso, 2 luglio, mi sono piazzato davanti alla tv per godere di uno spettacolo che chi non ha vissuto da vicino non può comprendere. Il Palio di Siena. Molti anni fa ho vissuto, ed amato, Siena da vicino; le finestre di casa affacciavano su Via del Comune da una parte e sul giardino della Nobil Contrada del Bruco dall’altra.
Bandiere e sbandieratori, cene di contrada, rulli di tamburi… e poi le prove, i cavalli, i 75 secondi impiegati per completare i tre giri di piazza. Adrenalina. Insomma, il Palio ce l’ho nel sangue e con esso l’attaccamento al Bruco. Finisce così che un sabato di luglio mi ritrovo ad urlare davanti alla tv come un ultras di calcio (mentre per un goal non lo farei mai!), felice come una pasqua per la vittoria di Berio (montato da Trecciolino).
Pazienza per le polemiche a volte anche giuste degli animalisti. Comprendo razionalmente, ma non riesco ad affrancarmene emozionalmente.
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