Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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RatzingaZeta

Glisso su quanto ciò incida sulla mia vita, che mi tirerei dietro solo giudizi e accuse di cinismo, ateismo, forzata diversità, ma alla fine un Papa è morto e un altro è stato eletto. Sarà l’accento teutonico o il discorso pronunciato prima della sua elezione a pontefice e tutto in chiave antirelativista, ma Ratzinger non ottiene le mie simpatie. Se ne farà una ragione, direi.

Scrivo più che altro per segnalare alcuni interventi su Giovanni Paolo II, pubblicati da MicroMega e Filosofia.it, interessanti e fuori dalle vuote e scontate parole che hanno riempito i nostri tg. Intervengono Paolo Flores D’Arcais, Piero Coda, Emanuele Severino, Enzo Bianchi, Gianni Vattimo, Andrea Riccardi, Massimo Cacciari e Umberto Galimberti.

In tutto questo, penso alla decisione storica della Spagna di Zapatero, che ieri ha modificato il codice civile rendendo di fatto possibili i matrimoni gay, in barba alle proteste della Chiesa. Ecco, i tempi cambiano ed è giusto che sia così.


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Non bevete birra!

Lo scorso week-end si discuteva con un amico di birre. E’ saltato fuori che la birra contiene una grossa quantità di ormoni femminili! Dopo averlo preso un po’ in giro per la quello che aveva sostenuto, ci ha comunque convinto a verificare il fatto.

Così ci siamo ciucciati una ventina di birre a testa. Questo esclusivamente per scopi scientifici e di ricerca. Il risultato è stato addirittura stupefacente!

Infatti al termine dei 20 giri e successo che:

  • Eravamo ingrassati.
  • Si parlava tantissimo per non dire nulla.
  • Avevamo difficoltà nella guida.
  • Ci era impossibile effettuare il benché minimo e semplice ragionamento.
  • Ci si rifiutava di ammettere di avere torto anche se l’evidenza lo dimostrava ampiamente.
  • E per coronare il tutto si andava in bagno ogni 5 minuti e per di più tutti assieme.

Crediamo che sia inutile spingere oltre questa esperienza. Confermiamo che la birra contiene inconfutabilmente ormoni femminili.

E’ arrivata via mail e mi ha regalato un sorriso. Oltra al pensiero che il mondo è veramente pieno di persone che non hanno un cacchio da fare!


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Fermezza? Magari!

Ho perso il conto. Nemmeno dovessi contare il debito pubblico italiano, euro per euro. Il numero delle volte in cui si sono registrati scontri fuori e dentro agli stadi italiani e in cui si è parlato di fermezza e punto di non ritorno è fuori dalle mie capacità matematiche.

Fosse per me, la domenica niente partite di calcio. Meglio la pelota, le boccette o il biliardo. Tutto pur di non dover sentire ogni domenica sera della guerriglia urbana che si scatena e vedere tante brutte facce raccontarsi il mito dell’ultras, coperto da mille connivenze.

Sentire frasi del genere p-e-r-u-n-a-p-a-r-t-i-t-a-d-i-c-a-l-c-i-o poi mi pare folle:

«contro l’omologazione della società», lo stadio è «una valvola di sfogo» 
«Scesi dal traghetto ci aspettava la Digos. Documento in mano. Ripresi dalle telecamere uno per uno. Centinaia di persone, responsabili soltanto di andare allo stadio, sono state fotosegnalate. Come gli arrestati. O le bestie, perché così ci trattano»
«Non parto mai con l’idea di fare scontri. Mai però mi tiro indietro»
 
«Io non sono sportivo, sono tifoso. Seguo solo la Roma. Non il resto del calcio, neppure la nazionale. Se segnano Vieri o Del Piero, perme sotto hanno sempre l’altra maglia. Non potrò mai esultare»

Leggere per credere. E allora ben vengano le riprese video, le diffide, le pene detentive che la violenza gratuita in una società civile non è ammissibile, oltre che penalizzante anche per chi allo stadio vorrebbe andarci in pace, con allegria.


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Terry Schiavo e il Testamento biologico

Riporto il contenuto dell’inserzione apparsa ieri su La Repubblica (nei prossimi giorni anche su Il Foglio e L’Unità) a firma di Luigi Manconi e della sua associazione, A Buon Diritto, perché sono idee in cui mi riconosco:

Due anni fa A Buon Diritto-Associazione per la libertà e Luigi Manconi si fecero promotori di un documento a sostegno del Testamento biologico: una Dichiarazione anticipata di volontà, tesa a garantire a ciascuno, finché si trovi nel possesso delle sue facoltà mentali, la possibilità di dare disposizioni riguardo ai futuri trattamenti sanitari per quando tali facoltà fossero ridotte o annullate.

In quel testo si leggeva: “Si è creduto, per millenni, che la morte corrispondesse all’interruzione del battito del cuore, ma oggi sappiamo che il cuore può continuare a battere anche quando è sopravvenuta la morte cerebrale. (…) Sappiamo, in sostanza, che la persistenza della vita non corrisponde sempre all’esistenza di una persona dotata di intelligenza e di volontà e capace di rapporto e di comunicazione. (…) Ne consegue che il confine tra cura doverosa e accanimento terapeutico è sottilissimo e può essere tracciato solo con difficoltà; e che quel confine sfugge, spesso, alla capacità di conoscenza e di controllo del diretto interessato: il paziente.

Da qui discendono interrogativi ineludibili: è opportuno fissare un limite a questo protrarre l’esistenza? e qual è il ruolo della volontà individuale – del titolare del corpo malato – nell’indicare quel limite? Da qui la proposta del Testamento biologico. Un atto che può essere revocato dal firmatario in qualsiasi momento e che può prevedere l’indicazione di una persona di fiducia, alla quale affidare scelte che l’interessato non è più in grado di assumere. Il Testamento biologico può contribuire a (…) evitare che il corpo e lo spirito siano sfigurati dal dolore, umiliati dalla perdita di coscienza, devastati dal decadimento dell’organismo e della mente”.

Sottoscrissero, tra gli altri, quel testo: Valerio Pocar e Gabriele Albertini, Giuliano Amato e Sandro Bondi, Ernesto Galli della Loggia e Marco Cappato, Franco Cardini e Pier Luigi Bersani, Renato Farina e Guglielmo Epifani, Fabio Fazio e Riccardo Perissich, Massimo Moratti e Umberto Veronesi, Rita Levi Montalcini e Amos Luzzatto, Mario Pirani e Tullia Zevi; due parlamentari, Antonio Del Pennino e Natale Ripamonti, presentarono un disegno di legge, tuttora fermo al Senato.

Comunque la si pensi sulla vicenda di Terri Schiavo il Testamento biologico può rappresentare un importante passo avanti per la tutela del malato e per la civiltà giuridica del nostro paese.