Articoli archiviati per

Vizi e virtù/3

Ieri serata Simpsons: due ore di bowling col Bobo e pizza in un nuovo locale su viale Trastevere da sconsigliare vivamente per il pessimo servizio e la catastrofica cucina. A tavola, un pensiero inquietante:

si, d’accordo, nei locali non si può più fumare… ma l’estate, seduti all’aperto, si potrà?

Se qualche esperto di codici volesse illuminarci…

Post to Twitter Post to Delicious Post to Facebook Post to FriendFeed Post to Google Buzz Send Gmail Post to LinkedIn

Vizi e virtù/2

Lettere al Direttore, Il Foglio

Scherzi da Sirchiapone: gli assembramenti di fumatori saranno dispersi con i fumogeni.
Maurizio Crippa

Post to Twitter Post to Delicious Post to Facebook Post to FriendFeed Post to Google Buzz Send Gmail Post to LinkedIn

Vizi e virtù

Non ho mai fumato sigarette. L’ho fatto prima con sdegno, rimarcando quanto fosse stupido arrecare scientemente danno al proprio corpo; poi con più lieve giudizio, preferendo il gusto del sigaro a quello delle sigarette. Sì, perché col tempo sono diventato fumatore anch’io. Atipico, di soli sigari, moderato e discontinuo nel vizio, fino a lunghi periodi di astinenza senza sentirne necessità, ma fumatore.

Così leggo diversamente, oggi, quelle leggi che anni addietro avrei salutato con favore. E’ evidentemente la legge del contrappasso: i non fumatori hanno subito per anni l’arroganza dei fumatori ed oggi, con pari arroganza, restituiscono il favore. Non starò qui a sindacare sulla salubrità del fumo attivo o passivo, sulla necessità di una legge, sulla sua utilità sociale. Paiono ai miei occhi tutti giudizi scontati e condivisi.

Rifletto solo sul fatto che lo Stato con una mano sconsiglia, avverte, vieta, riempie i pacchetti di simpatiche scritte (riportano alla mente il “Ricordati che devi morire!” del film Non ci resta che piangere), e con l’altra vende e incassa quanto poco prima vituperato. E che i ristoratori, causa specifiche di legge troppo stringenti o manine corte, non hanno mai speso una lira (un euro, pardòn) sugli impianti di aspirazione e ricambio dell’aria. Né lo faranno ora, almeno a sentire in giro.

Fumeremo fuori dei ristoranti, nessun problema. Almeno però risparmiateci le crociate e gli eccessi verbali!

Post to Twitter Post to Delicious Post to Facebook Post to FriendFeed Post to Google Buzz Send Gmail Post to LinkedIn

La locomotiva

Ieri ero stato nebuloso sul titolo, che voleva significare più o meno “se lèggi le leggi, ti senti male”. Oggi sarò assai meno indiretto. Io a Trenitalia ci lancerei un treppiedi! E mica gli chiederei scusa dopo!

Avevo acquistato un biglietto del treno via Internet, prima classe su un IC (Intercity). I miei programmi cambiano all’improvviso e decido che invece di scendere alla stazione X, arriverò direttamente alla stazione Y. Recupero la mail e leggo che si può comodamente cambiare prenotazione con il codice apposito (CP, cambio prenotazione), sempre via Internet. Peccato che nella mia prenotazione questo codice CP non ci sia.

Incuriosito, chiamo il call center che mi spiega molto semplicemente il problema: il cambio prenotazione è previsto per i soli Eurostar. Ma va oltre: la procedura è complessa e a prima vista assurda. Dovrò recarmi in stazione, recuperare il biglietto dal self service, andare alla biglietteria ordinaria e chiedere alla persona fisica di cambiare il mio biglietto. Non comprendo per quale motivo tale modifica non possa operarsi via Internet, ma mi rassegno e vado in stazione.

Cosa scopro? Che pur cambiando un IC prima classe con un Regionale seconda classe, pur perdendo la prenotazione che nessuno mi rimborserà nonostante abbia chiesto il cambio due giorni prima della partenza, finisco anche per doverci mettere sopra mezzo euro a titolo di differenza! Purtroppo non è il primo caso di questo tipo che mi capita: ho scoperto a mie spese che ormai hanno affinato i regolamenti in modo tale che non rimborseranno mai un cazzo, a nessuno. Alé!

Pensi proprio al Bel Paese. E accumuli l’accaduto a quanto successo nell’ultimo mese: una cartella di pagamento per una multa non pagata del 2002 e una richiesta di pagamento per tasse non pagate nel 2001 di quasi 1.300 euro. Però: la multa fu pagata proprio nel 2002 e le tasse idem. Contestazioni, ricorso, annullamento delle cartelle (per le tasse già avvenuto). Ma quanto tempo dobbiamo perdere appresso alle due-tre richieste annuali di questo tipo che ci arrivano?

L’Italia è un Paese in cui devi conservare tutto, qualsiasi ricevuta e qualsiasi scontrino. Altrimenti sei fregato, beffato. Tanto che inizio a pensare che il meccanismo sia tutt’altro che casuale. Su 100 richieste di doppio-pagamento inoltrate, quanti saranno in grado di dimostrare l’avvenuto pagamento?

Post to Twitter Post to Delicious Post to Facebook Post to FriendFeed Post to Google Buzz Send Gmail Post to LinkedIn

Lèggi le Leggi

Isoradio, qualche giorno fa, mentre viaggiavo in autostrada, ricordava che per eccesso di velocità sopra i 40Km/h dal limite, inversione di marcia in autostrada e occupazione della corsia d’emergenza, il codice prevede la decurtazione di 10 punti patente. Ora io mi domando e dico: ma secondo voi, quale mente malata può ritenere che viaggiare a 131Km/h su una superstrada sia grave come e quanto fare un’inversione di marcia in autostrada? No, dico, vi sembra normale? A me no.

Post to Twitter Post to Delicious Post to Facebook Post to FriendFeed Post to Google Buzz Send Gmail Post to LinkedIn



Copyright © 2004–2009. All rights reserved.

RSS Feed. This blog is proudly powered by Wordpress and uses Modern Clix, a theme by Rodrigo Galindez.