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Fiele

Sarà la giornata lavorativamente tesa; sarà l’asimmetria tra la fretta continua dei clienti che pretendono progetti ed offerte per ieri e il costante ritardo che però gli stessi accumulano nei pagamenti; sarà la mia ingenuità nel voler sempre credere nella ragionevolezza e buona fede dell’essere umano, sapendo bene che ogni accordo deve essere invece scritto, controfirmato, blindato; sarà che mi fa male la schiena; sarà il tempo che porta pioggia e cielo grigio; sarà la lettura delle notizie sui giornali; sarà l’orrore del dibattito tra Rutelli e Giovanardi visto martedì a Ballarò; saranno le facce dei Casarini e dei Caruso; saranno i morti a Napoli; sarà una bambina uccisa a percosse oggi; sarà la stagnazione del mercato ICT che non vuole proprio decollare; saranno queste e altre mille cose. Ma è mezz’ora che ascolto senza sosta e a tutto volume, nell’ufficio vuoto, Io se fossi Dio di Giorgio Gaber. Con gusto. E molto fiele in corpo.

Io se fossi Dio…
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!
 
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com’è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.
 
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
 
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
 
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
 
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio.
 
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”
 
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
 
Purtroppo l’occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
 
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
 
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po’ coglione,
che quell’uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
 
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
“Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!”.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
 
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
 
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le “palle”,
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c’hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
 
Io se fossi Dio,
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
 
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l’ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
e dall’altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!
 
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
 
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
 
Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.
 
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
 
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista.
 
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.
 
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
 
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
 
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono!
 
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io…

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Referrer

Qualcuno è arrivato da queste parti cercando “garibbaldi”. Complimenti alla persona, ma anche al motore che ha indicizzato una parola che sono certo di non aver mai scritto sul mio blog. Anzi… bblogg!!!

Sono un pirla. L’avevo scritto qui.

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Dio non esiste, Marx è morto e anch’io non mi sento troppo bene!

Una citazione di Woody Allen per iniziare questo lunedì mattina. E per tirare qualche somma, visto che negli ultimi giorni ho disertato il mio blog.

Le elezioni USA sono andate come sono andate: Bush ha vinto. Non so cosa cambierà o cosa sarebbe cambiato con una vittoria di Kerry: è l’America, nel bene e nel male. Inizio a pensare però che il male abbia la maggioranza…

Vedremo cosa farà la vecchia Europa, che perso un Buttiglione si è ritrovata con un Frattini. Mica lo so se ci ha guadagnato… Intanto abbiamo un regista olandese ucciso e una scuola islamica fatta saltare in aria quasi per ripicca. Confido però nella storia e nella cultura, nel buon senso dei cittadini europei. E nella diversità.

Se la paura fa 90, allora vai con i metal detector che ti mettono a nudo… nel vero senso del termine. Sono in sperimentazione a Londra. Cosa dirà il buon Rodotà in Italia? Dicono che le scansioni del dispositivo in sperimentazione ingrassino… e “ingrosseranno” anche? Sai che spettacolo…

Infine, rieccoli, più stupidi che mai. E fuori tempo. Casarini e gli altri si improvvisano proletari e reiterano vecchie frasi e slogan per giustificare razzie bell’e buone a Roma. La “spesa” o l’”esproprio” proletario… A legger le dichiarazioni non so se ridere o incazzarmi:

“Sabato abbiamo distribuito beni a chi ne ha bisogno. Le persone fuori dal supermercato, dopo il primo momento di sbigottimento, erano entusiaste e ci hanno detto grazie. C’erano pensionati e giovani coppie che non ce la fanno più a fare la spesa. C’era un nuovo soggetto sociale, il precario, il perno di questa società. Questa Italia esiste ma non è rappresentata né dai partiti né dai sindacati”.

“Una signora pensionata aveva le lacrime agli occhi per il fax: le serviva tantissimo e non era mai riuscita a comprarlo. Oggi anche il computer o un fax sono un bene primario”.
Qualsiasi cosa dica ora parrebbe da reazionario. Eppure non sopporto certe cazzate, un esser demagogici e strumentali che nemmeno Maurizio Costanzo di mattina con le paperelle di coccio sulla scrivania… Col risultato che una manifestazione sacrosanta e legittima è passata sotto silenzio.

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Bush vs. Kerry

In dialetto perugino… “Dio c’aiuti!”

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