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Indù pieni di tabù

Se stanno messi così, stanno messi male…

“India, manifestazione di piazza contro «Girlfriend» di Karan Razdan.
Gli estremisti bruciano i poster in piazza per protesta contro una storia di amore lesbico.”
[dal Corriere]

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Traslochi e humor

Questa mattina ho capitolato: per trasferire i mobili da casa vecchia a quella nuova mi ero convinto per lungo tempo di poter fare da solo, magari affittando un furgone. Dopo una settimana di scatoloni, scale e corse (perché lavorando tutto il giorno rimane ben poco da dedicare alla fatica) ho capito che avevo due opzioni: pagare qualcuno o non trasferirmi. Ho pagato.

Arrivano i due tipi, caricano e portano tutto a casa nuova. Qui li educo:
“Ragazzi, guardate, c’è una tipa nel condominio che è una gran rompic***ni; è già capitato ai muratori di fare un graffio minimo sul soffitto dell’androne e ancora ne pago le conseguenze a suon di rotture di c***o. Mi raccomando: attenzione!”.
“A dottò, tranquillo!”

Nemmeno finisce la frase che si carica sulle spalle le ante dell’armadio e TAC! Un bel buco nel soffitto dell’androne condominiale. Ci vuole tanto sense of humor a questo mondo…

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Bobo’s Version

Erano tutti riuniti a casa del Lebowsky e si discuteva sul chi fosse il più alto. Le analisi si sprecavano: “Io sono l’unico che ha registrato una sensibile crescita anche dopo la boa dei vent’anni”; “Se compariamo la misurazione di oggi con quella fatta il giorno prima della mia cresima non possiamo non riconoscere che io mi sono alzato più di chiunque altro”; “I miei centimetri vanno misurati a partire da una dato iniziale decisivo: mia madre è alta un metro e venti, mio padre un metro e trentacinque. Dunque il mio uno e cinquacinque è un ottimo risultato”.
Interviene persino il Lebowsky: “Io mi ero dato un risultato, il metro e settantadue, che ho abbondantemente superato, forse addirittura di tre centimetri. Certo, ragioniamo ancora di dati provvisori, ma posso sin da ora ritenermi soddisfatto”.
Un gran ballo di cifre, stime, prese di posizione, polemiche variamente assortite. Interviene il Bobo in collegamento mondovisione dalla sua vasca da bagno. “Pronto, si, sono il Bobo. Prendo parola per denunciare la truffa che state mettendo in scena ai miei danni. Qui siamo alla manipolazione sistematica della realtà: è vergognoso, è un’indecenza. Mi accreditate di un 172,8 cm che non corrisponde alla realtà. I dati in mio possesso parlano di 173,1 cm. Siamo di fronte ad un tentativo scandaloso per far apparire Lebowsky più alto di quanto non sia e per sottostimare il mio risultato. A misurazioni ultimate, dati ufficiali alla mano, qualcuno dovrà chiedere scusa agli italiani ed ammettere di avere sbagliato”.
Oggi, a misurazioni quasi ultimate, il metro accredita il bobo di 1729 mm. Bah… (!?)

Ps: dedicato a tutti coloro che ieri notte si sono ciucciati Fassino a Porta a Porta.

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Quando il saggio indica la luna

…lo stolto guarda il sito (o l’sms). Ecco, l’impressione rimasta dopo aver assistito alle polemiche verbali e verbose scatenate dalla sinistra sull’sms governativo che ricordava le elezioni e gli orari di apertura dei seggi (e siamo d’accordo sul fatto che possa essere interpretata come invasione della privacy, ingerenza, pubblicità), è proprio quella di una classe politica incapace di fare politica, di entrare nel merito delle cose importanti, di opporsi sugli argomenti seri, di conquistare il consenso con programmi solidi e coerenti.
Ed è un problema, perché a forza di turarmi il naso finirò soffocato.

PS: altra trovata comica, chiamarsi Lista unitaria, quando ad ogni schioppettata si sparigliano le carte in tavola.

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L’insostenibile tintinnar di manette

Lino Jannuzzi vede di nuovo spalancarsi le porte del carcere, proprio ora che il reato di diffamazione a mezzo stampa sembra pronto ad andare in pensione. Il personaggio e la persona possono stare o meno simpatici (il sottoscritto ad esempio non stravede per il “reo”), ma l’idea di un arresto e dell’iter burrascoso che porterebbe al medesimo, lasciano molti dubbi. In primo luogo per l’età di Jannuzzi: 76. In secondo perché si tratta di un reato d’opinione. L’impressione è che certa magistratura non riesca proprio a farne a meno del tintinnar di manette (e lo dice persona che difende di norma la magistratura contro gli attacchi provenienti un giorno si e l’altro pure dalla politica).

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Chi di spada ferisce…

Dal Corriere:

La legge Urbani sul diritto d’autore finisce in tribunale.
A chiedere l’intervento dei giudici è Marco Cappato, deputato europeo radicale e candidato alle elezioni europee per la «Lista Emma Bonino», che ha reso noto di aver presentato un esposto alla Polizia amministrativa e postale proprio nei confronti degli autori e responsabili del sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per «violazione della legge Urbani», vale a dire la legge 21 maggio 2004, n. 128, che prevede, tra le altre cose, anche sanzioni amministrative e penali per chi duplica file via internet senza aver pagato i diritti di copyright.

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