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Under c.

Ho riguardato i vecchi template del blog non dinamico… un pò di nostalgia forse, per la quale sarete costretti a sorbirvi per un paio di giorni pagine incoerenti e diverse tra loro. Abbiate fede.

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Bobo’s version (ovvero: er penziero debbole de’ noantri)

Caro Lebbowsky,
ho visto che ti stai interrogando su quale debba essere l’inno del listone per le prossime europee. L’impressione è che tu lo stia facendo con una qualche ilarità di troppo, che non si addice all’occasione. Perchè la politica ha bisogno di simboli, colori, immagini; e anche di suoni e parole, se vuole essere davvero vicina agli italiani, che sono un popolo generoso e partecipe, felice e cazzarone. Quindi ti invio il mio contribbuto su questa questione. E vorrei proporti:

  • E ritorno da te (L. Pausini); perchè piace molto alla fidanzatina di mio figlio Francisco
  • La vita mia (A. Minghi); perchè nessuno come Amedeo sa sposare cuore e musica, passione e note
  • La canzone del Capitan Uncino (Dj Francesco); perchè il mio cane quando la sente zompa che pare che abballi
  • Dimmi di si (Pooh); perchè è un bell’invito alla vita è perchè Facchinetti è il papà di Dj Francesco
  • Forse si, forse no (Pupo); è la canzone che mi ha fatto innamorare di mio marito, ce la canticchiavamo sempre…
Ecco. Spero sappiate apprezzare questi suggerimenti. Tanti cari saluti, Barbara Palombelli (olè!)

PS: il Bobo, qui ospite, sarebbe esperto in comunicazione politica…

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E l’Inno del corpo sciolto?

Apprendo da Libero che il centro-sinistra triciclista ha un suo inno. Beh, ne sentivamo la mancanza vero? L’unica cosa che mi viene da dire è Vaffanzum. Da pensare invece un’immagine terribile: Prodi, Di Pietro, Fassino, Rutelli & Co. vestiti da marinaretti che cantano l’inno allo Zecchino d’Oro…

Sempre via Libero una notazione ripresa dall’intervista a Polito apparsa sul Corriere della Sera: “Oggi sia una parte degli americani che gli esponenti del governo italiano rilasciano dichiarazioni sull’Onu che assomigliano a quelle del centrosinistra un anno fa. Perché non incassare questo risultato invece di presentare una mozione sul ritiro?”. E mi vien da pensare che non la imbroccheranno nemmeno stavolta, i Tafazzi del centro-sinistra.

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Gli anni che avanzano

Ieri sera sono uscito e sono andato con due amici al cinema. Film prescelto, adatto al nostro mercoledì sera disimpegnato (ma abbiam fatto di peggio), Kill Bill 2. Come al solito a me mancava il primo, che mi sono fatto raccontare lungo le scale della multisala e che ho metabolizzato in dieci secondi circa.

Il film è carino, divertente, con alcune idee geniali tipiche di Tarantino, splatter quanto basta per ricordarci Pulp Fiction, d’un citazionismo sfrenato e con musiche molto belle. Che dire poi di questa donna qua, che passano gli anni e che rimane sempre affascinante… ma che non capisco per quale motivo negli ultimi tempi è sempre lampadata e lucida in viso! De gustibus… non sputandum, verrebbe da dire, visto che per questi due soli particolari non me la sentirei di fare il difficile.

Poi pizzeria fino a tarda ora. Abbiamo bevuto pochissimo, vino e grappa. Questa mattina, complice il poco sonno, mi sveglio con la bocca impastata, il mal di testa e la sensazione di essere poco sano dentro. Non più di dieci anni fa le bottiglie di qualsiasi genere venivano svuotate nella mia pancia con regolarità impressionante e la mattina dopo ero di nuovo pronto e gagliardo. Ecco, il risveglio mi ha fatto pensare che gli anni passano. Allegria…

Mordecai Richler
PS: ecco, arrivare così sarebbe mica male…

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Esternazioni

Vacca boia ‘sti giorni lavoro troppo, che non riesco nemmeno a postare due righe “mie”!

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Bobo’s Version

C’è chi va ripetendo: “à la guerre comme à la guerre”. E io sono d’accordo: perché se le cose si fanno, allora vanno fatte bene. No? O’ ppaese ‘ro soole, o’ ppaese ‘ro maare, ce simm’ scurdat’ cumm’è ca se fa ‘a gguerra. Ripassiamo, dunque.

  1. non bisogna dare il via a processi di psicoanalisi collettiva ogni volta che facciamo la bua al nemico (tantomeno se in qualche prigione ci scappa la mano e finiamo per usare elettrodi, guinzagli e altri oggettini sadomaso)
  2. non bisogna pisciarsi addosso di lacrimucce tutte le volte che fanno secco uno dei nostri. Ok i funerali di Stato, le condoglianze alle vittime e bla bla: ma ricordiamoci che per tre ostaggi in mano loro (già dimenticati, peraltro) noi deteniamo migliaia di pericolosi terroristi; e che per ogni nostro caduto dall’altra parte ce n’è qualche centinaia. Insomma, gli stiamo rompendo il culo, a ‘sti beduini del piffero. Ottimismo.
  3. teniamo bene a mente la superiorità (dai, su, non c’è altro modo per definirla!) del nostro sistema democratico sul loro sistema insciallah o bonga bonga, a seconda dei casi. Noi, quando spariamo, lo facciamo in osservanza a regole d’ingaggio, comandi militari, procedure belliche. E se qualcuno sbaglia, se qualcuno ci va con la mano pesante, paga: tribunale marziale e via. Mica come quei tagliatori di teste mezzi scemi che fanno filmini tutti incappucciati e urlanti. Noi, al più, si fa qualche foto digitale.
Orsù, allora: fieri e tosti alla battaglia. Senza rompere troppo le balle. Mi sono spiegato?

Ps: il mio adorato elefantino continua a ripetere ‘sta solfa qui: non possiamo equiparare le torture ad Abu Grahib con l’orrore della decapitazione di Berg. Le prime rappresentano la violazione di ogni fondamento della nostra civiltà (e saranno sanzionate), le seconde la ferocia e la follia che serpeggia nell’Islam. Io, per parte mia, dico: non possiamo equipararle. Delle prime è responsabile il governo del paese più potente e ricco del mondo, delle secondo un gruppo di disperati terroristi/resistenti. Ci sono in ballo, da un punto di vista politico, ordini di responsabilità del tutto incomparabili…

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