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Ho riguardato i vecchi template del blog non dinamico… un pò di nostalgia forse, per la quale sarete costretti a sorbirvi per un paio di giorni pagine incoerenti e diverse tra loro. Abbiate fede.
Ho riguardato i vecchi template del blog non dinamico… un pò di nostalgia forse, per la quale sarete costretti a sorbirvi per un paio di giorni pagine incoerenti e diverse tra loro. Abbiate fede.
Caro Lebbowsky,
ho visto che ti stai interrogando su quale debba essere l’inno del listone per le prossime europee. L’impressione è che tu lo stia facendo con una qualche ilarità di troppo, che non si addice all’occasione. Perchè la politica ha bisogno di simboli, colori, immagini; e anche di suoni e parole, se vuole essere davvero vicina agli italiani, che sono un popolo generoso e partecipe, felice e cazzarone. Quindi ti invio il mio contribbuto su questa questione. E vorrei proporti:
Apprendo da Libero che il centro-sinistra triciclista ha un suo inno. Beh, ne sentivamo la mancanza vero? L’unica cosa che mi viene da dire è Vaffanzum. Da pensare invece un’immagine terribile: Prodi, Di Pietro, Fassino, Rutelli & Co. vestiti da marinaretti che cantano l’inno allo Zecchino d’Oro…
Sempre via Libero una notazione ripresa dall’intervista a Polito apparsa sul Corriere della Sera: “Oggi sia una parte degli americani che gli esponenti del governo italiano rilasciano dichiarazioni sull’Onu che assomigliano a quelle del centrosinistra un anno fa. Perché non incassare questo risultato invece di presentare una mozione sul ritiro?”. E mi vien da pensare che non la imbroccheranno nemmeno stavolta, i Tafazzi del centro-sinistra.
Ieri sera sono uscito e sono andato con due amici al cinema. Film prescelto, adatto al nostro mercoledì sera disimpegnato (ma abbiam fatto di peggio), Kill Bill 2. Come al solito a me mancava il primo, che mi sono fatto raccontare lungo le scale della multisala e che ho metabolizzato in dieci secondi circa.
Il film è carino, divertente, con alcune idee geniali tipiche di Tarantino, splatter quanto basta per ricordarci Pulp Fiction, d’un citazionismo sfrenato e con musiche molto belle. Che dire poi di questa donna qua, che passano gli anni e che rimane sempre affascinante… ma che non capisco per quale motivo negli ultimi tempi è sempre lampadata e lucida in viso! De gustibus… non sputandum, verrebbe da dire, visto che per questi due soli particolari non me la sentirei di fare il difficile.
Poi pizzeria fino a tarda ora. Abbiamo bevuto pochissimo, vino e grappa. Questa mattina, complice il poco sonno, mi sveglio con la bocca impastata, il mal di testa e la sensazione di essere poco sano dentro. Non più di dieci anni fa le bottiglie di qualsiasi genere venivano svuotate nella mia pancia con regolarità impressionante e la mattina dopo ero di nuovo pronto e gagliardo. Ecco, il risveglio mi ha fatto pensare che gli anni passano. Allegria…

Vacca boia ‘sti giorni lavoro troppo, che non riesco nemmeno a postare due righe “mie”!
C’è chi va ripetendo: “à la guerre comme à la guerre”. E io sono d’accordo: perché se le cose si fanno, allora vanno fatte bene. No? O’ ppaese ‘ro soole, o’ ppaese ‘ro maare, ce simm’ scurdat’ cumm’è ca se fa ‘a gguerra. Ripassiamo, dunque.
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