Avevo scritto un post la scorsa settimana sul mondo Social Networks, mettendo in piazza alcuni miei pensieri (non sono un guru, un evangelist, né un profondo conoscitore; ma ci lavoro, volente o nolente, dunque dall’uso scaturiscono impressioni e idee). Alcuni amici hanno commentato quanto da me scritto con inattesa attenzione e partecipazione, finanche producendone ulteriori articoli.
Ho deciso allora di aggiungere qualcosa alla discussione. Partiamo dal commento di Alessandro Banchelli:
Io penso che i Social Media siano un profilattico bucato. Puoi godere quanto vuoi, ma alla fine arrivano le responsabilità.
Per rimanere in tema, affermerei che i Social Media sono sì un profilattico, ma non bucato. Semplicemente sono ancora sperimentali, di pessima qualità, conservati oltre scadenza nel portaoggetti dell’auto, esposta in agosto al sole di mezzogiorno ;-)
Cosa voglio dire: ad oggi c’è un alto grado di rischio nell’uso dei Social Media, magnificati oltre ogni ragionevolezza e dipinti come risolutivi di tutte le strategie marketing. Non è così. La circolarità dell’informazione è sicuramente un elemento nuovo ed importante, la viralizzazione idem, la velocità di indicizzazione di Google spinge in questa direzione, ecc. Ma come tutti i mezzi possono essere usati bene o male. Sono strumenti.
Siamo noi ad essere effimeri o concreti.
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